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Mascherine autoprodotte Il progetto della Regione: 100.000 ogni giorno
massa-carrara
«La Regione Toscana, prima e al momento unica regione in Italia, ha deciso di avviare una autoproduzione di mascherine, e già da venerdì prossimo entrerà a regime una produzione giornaliera di 100.000 mascherine chirurgiche certificate, che dalla prossima settimana potrebbero diventare addirittura 150.000». Lo dice il consigliere regionale Pd Giacomo Bugliani.
«Poiché il fabbisogno regionale giornaliero dei nostri presidi sanitari è di circa 50.000 mascherine - continua l’esponente del Partito democratico - tutte quelle che saranno prodotte saranno distribuite, oltre che negli ospedali e nelle strutture delle Asl, anche al mondo del volontariato e della cooperazione sociale e potranno arrivare anche alle farmacie (che svolgono un delicatissimo ruolo e vengono a contatto quotidianamente con persone potenzialmente positive al Covid19) e anche alle residenze per anziani e a tutte le strutture del panorama socio-sanitario regionale. Si tratta di una risposta emergenziale, ma che può rivelarsi di grande efficacia per la tutela della salute e della sicurezza dei nostri operatori».
Poi Bugliani annuncia che «la giunta regionale toscana, sta lavorando per provare ad attivare, già dalla prossima settimana, anche linee produttive di mascherine con filtri FFP2 e FFP3, considerate più sicure ed efficaci». E intanto, viene sottolineato, «sono state distribuite 20.000 mascherine chirurgiche ai medici di base toscani e 55.000 mascherine negli ospedali. Nel frattempo, non deve fermarsi la ricerca di presidi di sicurezza che molti privati, enti e associazioni stanno facendo e che ha già dato buoni risultati nei giorni scorsi».
Dunque la Regione cerca di dare una risposta ai tanti appelli, diventati anche avvertimenti, che gli operatori sanitari stanno rivolgendo in questi giorni alle autorità, «dare una risposta a questa richiesta è fondamentale, poiché i nostri sanitari sono quotidianamente in prima linea per la tutela della nostra comunità e mettono a rischio la propria incolumità per noi tutti. Il problema delle mascherine e, più in generale, degli strumenti di protezione è di livello internazionale, poiché la vera difficoltà è quella del reperimento di questi presidi, non riuscendosi a intercettare linee produttive in grado di portarli nel nostro paese e, quindi, nei nostri ospedali». —
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