Il Tirreno

La raccolta differenziata anche a Fossola e a Bonascola

La raccolta differenziata anche a Fossola e a Bonascola

Resteranno esclusi il centro storico e le frazioni a monte
e collinari per ragioni logistiche. Il piano della commissione

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CARRARA. La raccolta differenziata “porta a porta” si estenderà: solo il centro storico e le frazioni collinari e quelle a monte saranno esclusi. Il “porta a porta” dopo Avenza “salirà” verso le adiacenze, da Bonascola a Fossola. Quando? Entro la fine dell'anno in corso. Ad annunciare il progetto, la volontà, i primi dettagli, direttamente il presidente della commissione ambiente Giovanni Montesarchio nel punto della situazione che va dalla raccolta dei rifiuti alle bonifiche. Nel mezzo il lapideo, con i Piani attuativi dei bacini estrattivi (Pabe), con le commissioni urbanistica e marmo.
La gestione dei rifiuti. «Entro fine 2020, auspico, la città avrà un nuovo sistema di raccolta di rifiuti. Vogliamo estendere la raccolta “porta a porta” dei rifiuti quasi all'intero territorio, arrivando alle porte del centro. E quindi completare da Avenza, salendo nelle frazioni verso il centro. Bonascola, Fossola e così via: parliamo di una fetta importante di popolazione che si andrà ad aggiungere. Il centro storico rimarrebbe escluso per ragioni logistiche e organizzative così come le frazioni collinari e a monte. Per queste frazioni e per il centro stiamo pensando a isole ecologiche con accesso automatizzato», spiega Montesarchio che aggiunge a riguardo: «Il progetto è da affinare, ma c'è: sarà una piccola rivoluzione. Parliamo di un investimento importante da compiere entro la fine dell'anno, che ci permetterà di ottenere percentuali di raccolta differenziata sempre più alte, partendo da un circa 40 per cento. Non la trovo una cosa partitica, ma ci vuole il sostegno di tutti, dai singoli cittadini, perché è un cambiamento culturale», fa notare.
Dal marmo alle bonifiche. A livello cronologico, però, arriveranno prima i Pabe che potrebbero entro la primavera approdare in consiglio comunale per l'adozione definitiva; anche se i tempi del consiglio restano per ora un rebus per via della questione Coronavirus. «Sono uno strumento importante e parliamo di una regolamentazione mai esistita prima nel pianeta lapideo – commenta –. Un aspetto? Mi verrebbe da dire la gestione delle acque superficiali, di lavorazione e di pioggia. Ma poi nei piani attuativi si parla anche della gestione dei ravaneti, da quelli storici da tutelare a quelli utili per l'effetto spugna durante le piogge. Il documento contiene inoltre tutti i dati sulle terre rimosse; sono uno strumento importantissimo ripeto. Forse si poteva fare prima? Forse, però è stato un grande lavoro. Adesso stiamo ultimando il periodo di approfondimento delle osservazioni arrivate. Contiamo di portare i piani in consiglio comunale in questa primavera per l'approvazione definitiva. Nel giro di poche settimane tra Pabe e Regolamento degli agri marmiferi rivoluzioneremo completamente il settore lapideo, come non era mai stato fatto prima», assicura il consigliere pentastellato che chiosa con un altro tema annoso e “caldo” per il territorio apuano: le bonifiche per cui i tempi saranno senz'altro più lunghi. «Siamo nella fase della caratterizzazione totale, solo così si ha un quadro completo per la zona che va dal fiume Carrione al Frigido. E tramite i dati la caratterizzazione permette di fare un progetto organico e mirato. Dopodiché partirà la fase della progettazione; i fondi ci sono anche per mantenere ciò che sarà progettato (parliamo di 25 milioni di euro all'incirca tra Regione e Governo). I tempi di risoluzione non saranno brevi – ammette –, non si risolve una questione annosa in una manciata di anni, ma da parte nostra c'è massima attenzione nel monitoraggio degli step da seguire».

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