Sicurezza
La Cgil di Massa-Carrara: fermiamo tutto ciò che non è indispensabile
Paolo Gozzani: «Diamo l’alt, assicurando continuità di reddito e di buona salute ai dipendenti, utilizzando gli strumenti che dagli accordi sono resi disponibili»
Massa-Carrara
«Rinviare tutto ciò che è possibile, la salute prima di tutto»: lo scrive Paolo Gozzani Segretario generale Cgil Massa-Carrara
«Non si possono fermare le attività legate a trasporti e logistica; a sanità, cura e sicurezza dei cittadini; alle filiere di carne, pesca e agroindustria; all’approvigionamento e alla vendita di alimenti e generi di prima necessità; alla produzione e alla distribuzione di energia elettrica e di combustibili ad usi industriali e civili; al ciclo dei rifiuti. Ciò detto, se è vero - ed è vero - che siamo in emergenza, in una vera emergenza in cui è a rischio la vita di un gran numero di persone, buona parte di tutte le altre attività possono e devono essere fermate fino a quando necessario. Mi piacerebbe che questa fosse anche la consapevolezza delle imprese. Non si possono accampare motivazioni legate ai portafogli ordini, agli impegni di consegna, alle eventuali penali, quando chi produce i beni e i prodotti da vendere rischia la vita per entrare in una fabbrica, in una officina, in uno stabilimento di produzione. Sarebbe meglio decidere di fermarsi, assicurando continuità di reddito e di buona salute ai dipendenti e utilizzando gli strumenti che il governo e gli accordi tra le parti sociali hanno reso disponibili, prima che si verifichino danni e conseguenze più gravi».
«Anche perché, se abbiamo contezza di cosa significhino i concetti di “just in time” e “lean production”, tra poco - visto ciò che sta succedendo in Europa e nel mondo - le scorte finiranno, i magazzini saranno vuoti e la produzione si bloccherà comunque. È il modello produttivo del ventunesimo secolo, bellezze! L’avete voluto e ora è lì, nel bene e nel male. Dunque, fermatevi, fermiamoci, fermiamo tutte quelle attività che non possono svolgersi nel rispetto assoluto di tutte le prescrizioni di sicurezza o non possono essere effettuate a distanza. E, soprattutto, smettiamo di sfidare l’intelligenza di chi al mattino indossa tute blu e camici da lavoro e va in fabbrica e in ufficio, mentre poi quando a fine turno timbra il cartellino o striscia il badge per tornare a casa non deve uscire, deve stare a distanza di un metro, non deve andare a passeggio, eccetera».
«Allora - si aggiunge - dove le Rsu ritengono opportuno fermarsi ci vuole rispetto e bisogna utilizzare la cassa integrazione, fino a che non si è fatto l’impossibile per creare condizioni di sicurezza e fino a quando non si è in grado di trasmettere maggiore serenità ai lavoratori, perché è fondamentale anche questo per svolgere le mansioni nel modo migliore, altrimenti sciopero,si sciopera per un’alta motivazione che è la cosa più cara al mondo la salute nostra e dei nostri figli», conclude Paolo Gozzani Segretario generale Cgil Massa-Carrara.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
