Sicurezza
«Al Noa la situazione è insostenibile»
Anche la Fials denuncia l’assenza di dispositivi di protezione per i lavoratori a contatto ogni giorno con i pazienti Covid-19
massa
Dopo il sindacato delle professioni infermieristiche Nursind e dopo la Cisl - con entrambi che avevano minacciato l’Asl Toscana Nord Ovest di adire le vie legali se gli operatori sanitari in servizio anche al Noa non fossero stati dotati di idonei dispositivi di protezione personale - adesso interviene anche la Fials di Massa-Carrara.
La Federazione italiana autonomie locali e sanità «denuncia la grave situazione in cui i lavoratori della sanità del Noa si trovano costretti a lavorare». La Fials «non comprende come si possano cambiare in corso d’opera protocolli e direttive sulla tutela dei lavoratori poste in essere fino ad oggi».
La questione è sempre la stessa: mancano i presidi di protezione per i dipendenti, e quelli che ci sono vengono considerati non idonei per proteggersi dal contagio da coronavirus. «La situazione al Noa non è più sostenibile per i dipendenti - scrive l’organizzazione sindacale - chiediamo pubblicamente l’intervento del Prefetto, della Procura della Repubblica e dei sindaci di questa provincia, poiché con scelte scellerate hanno messo in seria difficoltà la sanità pubblica a favore dei privati. La Regione Toscana ha messo in atto scelte incomprensibili, accorpamenti e chiusure di posti letto, creando situazioni critiche per la gestione dei pazienti. L’avvenuta chiusura di strutture funzionanti (avvenuta nel 2016), avrebbe garantito, ad oggi, lo standard assistenziale corrente con l’emergenza sanitaria Covid-19 in atto. Sarebbe stato sufficiente adibire il Monoblocco di Carrara o il vecchio ospedale di Massa esclusivamente a pazienti Covid-19, creando così percorsi distinti in pazienti infetti, sospetti o dubbi, al fine di garantire la sicurezza pubblica a tutti i cittadini».
La Fials, dunque, «ritiene necessario un intervento urgente da parte di organi competenti», e poi «ringrazia tutti gli operatori sanitari: infermieri, tecnici, ostetriche, oss, e addetti alle pulizie che, con grande professionalità e spirito di abnegazione, continuano a lavorare a loro rischio in questa pandemia che sta mettendo in ginocchio tutta la popolazione. Ad oggi, anche se non è una priorità, la Fials si impegnerà a far riconoscere anche economicamente questi sacrifici e ricorda che a contatto con i pazienti per 7 o 8 ore continuative ci sono, come detto, infermieri, ostetriche, oss e tecnici sanitari», chiude l’intervento della Federazione italiana autonomie locali e sanità. —
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