Sicurezza
Un piano del Noa dedicato e 148 posti per i contagiati
Giuliano Biselli, direttore dell'ospedale, fa il punto sulla riorganizzazione dell’ospedale. Sono 30 i letti in intensiva
MASSA. Un piano dell’ospedale riservato ai pazienti contagiati dal virus Covid-19, 148 posti letto dedicati di cui 30 in terapia intensiva. L’ospedale delle Apuane si ridisegna per far fronte all’emergenza. A illustare la trasformazione è il dottore Giuliano Biselli che il Noa lo dirige.
TERAPIA INTENSIVA
I posti dedicati all’intensiva al Noa sono passati da 14 a 35 di cui 30 dedicati ai pazienti Covid. Prima dell’emergenza l’area destinata alla terapia intensiva e sub intensiva ospitava, infatti, 14 posti letto. Il primo step, di fronte alla diffusione del virus, è stato proprio quello di dedicare tutti i posti a pazienti contagiati. Il secondo step ha puntato, invece, all’incremento dei posti. Incremento che si è realizzato utilizzando l’area dell’Utic cardiologica. L’Utic è stata, infatti, trasferita nell’area polispecialistica in cui sono disponibili 10 letti telemetrati che consentono - per semplificare - di monitorare i pazienti. Negli spazi liberati dall’Utic sono stati recuperati altri 16 letti di intensiva per un totale di 30 posti dedicati ai pazienti contagiati.
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UN REPARTO
Al secondo piano del Noa è stato allestito un reparto esclusivamente dedicato ai pazienti contagiati. Quel reparto da ieri sera conta complessivamente 108 posti letti dei quali 18 destinati a chi è in attesa dell’esito del tampone. Gli oltre 100 posti sono stati ricavati nell’area chirurgica. Gli interventi programmati sono infatti sospesi e questo ha immediatamente consentito di liberare gli spazi della day e della week surgery (degenze brevi), con l’aggiunta di alcune “stecche” ( file di letti) anche nella zona destinata alla lunghe degenze. Ieri sera le ultime stanze destinate alla chirurgia sono state trasferite in area medica, consentendo di liberare altri posti letto per un totale di 108. Tutti al secondo piano, in modo da ridurre il rischio contagio: «Stiamo lavorando - spiega infatti il direttore Giuliano Biselli - per migliorere ulterioremente i percorsi, proprio per evitare i contagi».
VENTILAZIONE ASSISTITA
Se la terapia intensiva ospita pazienti intubati, nel reparto Covid al secondo piano - aggiunge il direttore - viene effettuata la ventilazione assistita. Una specifica stecca di letti è destinata ai pazienti che hanno bisogno di quel tipo di ventilazione, è affidata alla guida di un anestesista, affiancato da uno pneumologo, da un cardiologo, da un infettivologo e da un internista. Intervenire con la ventilazione assistita dovrebbe prevenire la necessità , in alcuni pazienti, di essere intubati, quindi trasferiti in terapia intensiva.
MALATTIE INFETTIVE
Ai 30 posti letto in intensiva e ai 108 al secondo piano del Noa, in quello che è stato ribattezzato, reparto Covid, si aggiungono 10 letti di malattie infettive.
PERSONALE DEDICATO
In terapia intensiva - spiega il direttore del Noa Giuliano Biselli - è impiegato personale sanitario esperto che ha lavorato in intensiva o in sub intensiva. Essendo rallentata l’attività chirurgica - aggiunge - sono impiegati anche infermieri che hanno esperienza nel blocco operatorio perchè hanno coadiuvato i medici anestesisti. —
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