Il Tirreno

«Siamo i più colpiti in Toscana,ma per ora rispondiamo bene»

Chiara Sillicani
«Siamo i più colpiti in Toscana,ma per ora rispondiamo bene»

Parla il direttore del Noa e ringrazia tutti gli operatori sanitari e  chi sta  aiutando e  sostenendo  l'ospedale

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MASSA.Giuliano Biselli, il direttore del Noa, ne è certo: «Avere un ospedale nuovo ci ha dato una gran mano perchè - spiega - ci ha permesso di riorganizzare la struttura in una settimana e di affrontare l’emergenza Coronavirus. Crediamo che le misure che abbiamo assunto, possano fornire un contributo davvero importante. Dobbiamo combattere questa pandemia evitando i grossi picchi. La zona apuana è, stando ai dati, la più colpita di tutta la regione toscana, ma per ora ce la facciamo, stiamo rispondendo bene - è l’incoraggiamento del direttore - perché i casi sono tanti, ma diluiti. Ripeto: dobbiamo rispettare le prescrizioni date e restare a casa evitando i picchi». Insomma, lo scopo è evitare la concentrazione di casi in un giorno o in poche ore con difficoltà per la terapia intensiva.ù

Tanti pazienti e personale sanitario davvero a dura prova, chiamato a turni estenuanti:«Devo ringraziare - prosegue il direttore - tutto il personale, medici, infermieri, operatori perchè stanno facendo davvero un grandissimo lavoro. Un ringraziamento speciale ai radiologi e ai sanitari impegnati in pronto soccorso, i primi a doversi misurare con l’emergenza. Poi - prosegue Giuliano Biselli - ringrazio il mondo che è fuori dall’ospedale e che ha dimostrato davvero un grande affetto in questo momento così difficile. Ci sono ditte che ci hanno fornito camici, tute, materiale di vario tipo, ci sono persone che sono venute per consegnare personalmente mascherine che avevano a disposizione. C’è chi ce ne ha portate due o tre , ma sono state un dono preziosissimo, più utili dell’area che respiriamo in un momento come questo. Stamani (leggi ieri) ci hanno consegnato un pancale d’acqua per sostenere il personale impegnato in prima linea».
Una gara di solidarietà per sostenere il Noa e chi lavora in ospedale, per consentire ai sanitari di operare in condizioni di sicurezza. —

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