Il Tirreno

la decisione del tribunale del riesame 

Resta in carcere l’avvocato 70enne di Massa accusato di violenze

Libero Red Dolce
Resta in carcere l’avvocato 70enne di Massa accusato di violenze

Respinta la richiesta delle difese di mandarlo ai domiciliari. Le conversazioni telefoniche e gli acquisti sono delle prove

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Massa. Resterà in carcere a Prato l’avvocato settantenne accusato di violenza sessuale su minorenne e prostituzione minoriel arrestato il 12 febbraio scorso, dopo un’inchiesta delle procure di La Spezia e della Dda di Genova. All’uomo, massese di cui non facciamo il nome per tutelare le vittime, il tribunale del Riesame ha negato anche la misura degli arresti domiciliari in alternativa al carcere. Il suo avvocato, Francesco Marenghi, sta valutando di ricorrere in Cassazione contro questa decisione.

Le motivazioni che hanno portato al respingimento sono sovrapponibili a quelli del gip che aveva ordinato la carcerazione. Anche secondo il tribunale del Riesame le conversazioni telefoniche intercettate, dai contenuti assai spinti, dimostrerebbero il compimento dell’attività sessuale. Così come gli acquisti, tra i quali quello di una stufa, sarebbero un pagamento per il sesso, del quale si discute telefonicamente. Tutte ricostruzioni che la difesa respinge.

L’avvocato in carcere è stato anche sospeso dall’ordine degli avvocati come da procedura prevista in questi casi per la tutela dei clienti.

La procura di Genova che ha indagato sul caso, ricordiamo, sostiene che lui abbia compiuto le violenze sulle due ragazzine con il consenso della compagna 22enne e della madre di lei, a loro volta sorella e madre delle minori..«Io ho aiutato la famiglia economicamente, si tratta delle sorelle della mia compagna», ha spiegato giustificandosi davanti al giudice. Compagna con la quale aveva una relazione alla luce del sole.

Non ci sono soltanto queste come accuse. Ci sono infatti i fascicoli fotografici in un ristorante, con l’uomo ripreso con in braccio una delle due ragazzine minorenni. E una mano posata sulla coscia.

Secondo la versione delle difesa un atteggiamento di confidenza che in nessun modo però sarebbe sconfinato nella violenza sessuale. Di tutt’altro avviso la procura che ha indagato. —
 

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