Il Tirreno

«Lottiamo come leoni ma il nemico è invisibile»

Luca Barbieri
«Lottiamo come leoni ma il nemico è invisibile»

Parlano gli uomini della Pubblica Assistenza in prima linea, sempre, anche ora «Le tute sono pesanti, l’aria non esce, il turno è triplicato e abbiamo paura»

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CARRARA

«La popolazione deve rispettare le norme, noi siamo in prima linea: è una situazione difficile, ma insieme ce la faremo». Non ha dubbi il presidente della Pubblica Assistenza di Carrara Fabrizio Giromella. «Stiamo lottando come leoni contro un nemico invisibile. Oltre ai presidi (mascherine, tute adatte) quello che serve in periodi come questi è la vicinanza, l'affetto delle persone», ci spiega via telefono, poco prima del punto della situazione con i colleghi.

Un'altra giornata a fronteggiare l'emergenza che ha un nome ben preciso, Covid-19, ma «non si vede, proprio come un fantasma». Con il presidente ci sono il responsabile della sezione di Avenza, Massimiliano Beatrizzotti e Antonio Bernardi, responsabile dei servizi (Carrara). Manca Fabio Barbieri, responsabile della sezione marinella che è già al lavoro. Storie di impegno e di coraggio. «Ma c'è anche un po' di paura, è normale», ammettono. Quella che serpeggia tra i cittadini. E poi ci sono storie che provano ad alleviarla. «Una signora l'altro giorno è entrata e ci ha lasciato una torta di riso. In dialetto ci ha fatto capire che ce la meritiamo e che ci sarebbe servita. È un piccolo gesto, ma a fine giornata, dopo turni snervanti mediamente più lunghi, con questo clima, con un'attrezzatura diversa, aiuta molto, rincuora, sono segnali di qualcuno che ti è vicino», fa notare il responsabile della sezione di Avenza. Sì, perché le tute (usa e getta) sono pesanti, l'aria non esce – prova a farci capire –, fa caldo e un turno medio è triplicato come orario per via delle procedure da seguire: due ore, prima ci si aggirava sui 40-45 minuti. Storie che rincuorano in questi giorni e altre che ricorderanno. «Purtroppo ci sono – prosegue –. Come quando abbiamo portato via una persona, sospetta positiva, con i familiari che erano disperati perché non potevano starle vicino. L'immagine che associo è stata quella del saluto fatto dal treno. La paura di non rivedersi, la lontananza». Una situazione inedita, conferma anche Bernardi: «Sono 40 anni che svolgo questa attività. Non mi è mai successa una cosa così; nemmeno dopo i terremoti: il nemico non si vede, è un fantasma. Poi ci sono i volontari che continuano a lavorare per le altre emergenze, oltre al Coronavirus. Ed è normale che loro hanno ancora più paura del contagio perché non hanno l'attrezzatura. Poi sono per la maggior parte giovani, dai 20 ai 35 anni». E continua: «Come personale (più di un centinaio, complessivamente) ci siamo, anche come mezzi, però servono presidi, dalle mascherine alle tute (come scriviamo a parte, ndc)». E da ciò che serve parte anche il presidente Giromella nella sua chiosa. «Abbiamo un peso importante in tutta la provincia come Pubblica Assistenza. Non abbiamo ancora defezioni e speriamo arrivino altri presidi, perché vogliamo esserci oggi, ma anche domani – sottolinea più volte –. Parlo sia come presidente di Carrara, sia come coordinatore apuano: in prima linea abbiamo un nutrito numero di persone. Cercano di fare tutto il possibile con coraggio perché il nostro servizio è indispensabile. È una battaglia difficile, contro un nemico che non si vede, ma ci stiamo attrezzando per vincerla e ci riusciremo. Abbiamo bisogno di tutti per farlo. Alla popolazione dico di osservare le regole, servono a contenere il contagio. Abbiamo bisogno di una mano, aiuta molto la vicinanza delle persone: ci dà ulteriore coraggio». —

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