Il Tirreno

Aulla chiude tutti i parchi e i sentieri della Francigena

Gianluca Uberti
Aulla chiude tutti i parchi e i sentieri della Francigena

Il sindaco Valettini annuncia le ordinanze necessarie per contenere il contagio «In alcuni cittadini manca il buon senso». E vengono potenziati i controlli  

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Con due distinte ordinanze, il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, ha chiuso i parchi pubblici e la via Francigena. Troppo il rischio di contatti ravvicinati fra le persone, che potrebbero contribuire al propagarsi dell’epidemia da coronavirus. Infatti, giardini e parchi pubblici di Aulla sono troppo piccoli per garantire le distanze di sicurezza minime, come è troppo stretto il percorso pedonale della via Francigena, dove tanta gente si recava a passeggiare e a correre prima dell’esplosione dell’emergenza.

In entrambi i casi le situazioni pericolose si moltiplicherebbero con il bel tempo quindi, nonostante l’attività sportiva e motoria all’aperto sia consentita, purché a distanza di almeno un metro, meglio chiudere questi spazi. A queste due ordinanze il primo cittadino aullese ha fatto cenno nel nuovo messaggio video dalla propria abitazione, durante il quale ha sottolineato, con particolare riferimento all’ordinanza di chiusura della via Francigena, di avere saputo di persone che «si fermano, con il rischio di creare assembramenti, con la strada stretta che non permette di mantenere la distanza di almeno un metro. Pertanto, a fronte della mancanza di rispetto e buonsenso di alcuni cittadini, mi vedo costretto a intervenire d’autorità», ha detto il sindaco. «Non voglio fare allarmismo – ha proseguito Valettini – a fronte dei sacrifici enormi del personale medico e paramedico, a fronte di un volontariato che si espone oltre la proprie forze, ma alcuni, magari pochi, ma sempre troppi si comportano come se niente fosse, riunendosi e tenendo altri comportamenti contrari alla legge e al buonsenso. Non hanno rispetto né per loro stessi né per le persone più fragili, più deboli e più esposte, quando basterebbe poco per adottare comportamenti in grado di evitare il proliferare di questo grave contagio». Naturalmente l’invito è quello di stare a casa il più possibile.

Valettini cita anche un episodio avvenuto domenica mattina quando, da un balcone di un palazzo vicino al suo appartamento, qualcuno gli ha detto: «Eh ma è un bel sacrificio stare a casa». «Indubbiamente quello che sta accadendo – ha detto ancora il sindaco – è una privazione delle nostre libertà, ma mi è venuta alla mente l’esperienza della Prima Guerra Mondiale con i nostri vecchi e i nostri nonni che erano in trincea. Se noi dicessimo ai nostri nonni che non vogliamo sottoporci al sacrificio di stare a casa per 15 giorni su un divano, con tutte le comodità, ci direbbero che siamo matti, irresponsabili e pure imbecilli. E forse si pentirebbero del sacrificio fatto». Nei prossimi giorni verranno dunque effettuati controlli a tappeto su tutto il territorio per verificare il rispetto della normativa e reprimere quei comportamenti che rischiano di minare la salute pubblica. —

Gianluca Uberti

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