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Marmo, quasi del tutto ferma l’estrazione

Libero Red Dolce
Marmo, quasi del tutto ferma l’estrazione

La Cgil: «Al piano sono di più a stare aperti. Non si minimizzi». Confindustria: «Non si può escludere uno stop più lungo»

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Il mondo del marmo rallenta. Seppure con due velocità: quasi in folle al monte, dove la quasi totalità delle cave secondo i sindacati è ferma. Più attivo e in movimento invece il piano, con alcune lavorazioni e segherie che invece vanno ancora avanti. Leonardo Quadrelli, segretario Fillea commenta: «Ringraziamo gli imprenditori che hanno capito l’importanza di fermarsi in assenza della sicurezza. Speriamo che chi sta sottovalutando capisca che non siamo di fronte a una semplice influenza».

Per la Cgil la situazione al momento, alla ripresa della settimana, ha visto tante aziende fermarsi. «Secondo noi il fermo è alto, si sono fermati in tanti. Rispetto a quello che prevede il decreto penso che molti siano stati messi in ferie, in attesa della cassa integrazione in deroga. Naturalmente chi ha permessi o ferie, chi non le ha va direttamente in cassa integrazione».

Nel frattempo le aziende si organizzano per mettersi in regola con il protocollo per la sicurezza che è stato stabilito nell’incontro di sabato scorso tra parti sociali, imprenditori e governo.

La cosa che preoccupa Quadrelli è la differenza tra mondo estrattivo, maggiormente fermo, e le lavorazioni. «Apprezzo Confindustria che ha ragionato bene rispetto al problema che stiamo affrontando. Ci sono però datori di lavoro che pensano che sia solo un’influenza più grave. Si deve capire che per 15 giorni si devono rispettare le regole o si rischia tanto di più».

Dello stesso tenore le parole del presidente degli industriali Erich Lucchetti, che ribadiscono il “prima la sicurezza”: «In questi giorni, nel rispetto delle regole dettate dal protocollo del governo firmato assieme ai sindacati, le aziende si stanno adoperando per realizzare le procedure di sicurezza richiesta e stanno cercando di reperire, non senza fatica vista la scarsità, gli strumenti necessari come mascherine, guanti, sanificatori per sanificare le aree all'inizio e alla fine della giornata di lavoro .Perché prima che si possa ri-iniziare a lavorare è indispensabile che vi siano tutte le condizioni necessarie a non mettere a rischio la salute. Naturalmente poi occorrerà vedere anche l'evoluzione della situazione generale nel nostro territorio, perché ovviamente se la diffusione del virus dovesse ulteriormente aggravarsi andranno prese anche decisioni più incisive per quanto riguarda la prosecuzione o meno delle attività». Si ventila insomma la possibilità di un fermo anche più lungo «Non dobbiamo cioè escludere uno stop ancora più diffuso se ce ne fosse la necessità. Anche se l'auspicio, ovviamente, è che la situazione sanitaria possa migliorare e quindi anche le attività delle aziende possano riprendere mantenendo il rispetto delle regole che con ci siamo dati».



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