«Limitare l’uso delle mascherine» Usb all’attacco
Il comandante Daidone scrive ai capi partenza ventilando sanzioni disciplinari e risvolti penali a chi le assegna senza riscontro di utilizzo
massa-carrara. Mancanza cronica di mascherina nelle caserme dei vigili del fuoco di Massa-Carrara e il comandante provinciale Calogero Daidone indirizza una nota ai capi partenza responsabili chiedendo di vigilare sulle assegnazioni degli strumenti durante le uscite, ventilando sanzioni disciplinari con possibili ricadute penali. Il sindaco Usb non ci sta: «Se ci sono carenze dell’amministrazione il costo non può ricadere sulla tutela della salute dei lavoratori».
Il tono del documento del comandante Daidone è perentorio: «Nono sono più tollerate sistematiche carenze di mascherine assegnate ai distaccamenti senza riscontro di utilizzo in interventi biologici come da procedure pianificate».
La situazione, fuori dal linguaggio burocrati, è piuttosto complessa. La carenza di dispositivi è in effetti reale come è altrettanto difficile stabilire con certezza quando è il caso di usare una mascherina. Quello che contestano i lavoratori è il modo in cui si vorrebbe limitarne l’utilizzo.
L’accenno ai “potenziali risvolti a carattere penale” secondo Claudio Mariotti, del coordinamento Usb Vvff Toscana, è un’indebita pressione. « Il preposto per garantire la sicurezza è il capo partenza e gli ha detto di non usare i dispositivi di protezione individuale».Nel documento Daidone in realtà parla di “uso circoscritto agli interventi ove sussiste il rischio contagio”.
Mariotti fa un esempio a questo punto. «Quando si esce per un intervento, magari una chiamata di qualcuno che avvisa che la vicina di casa era ammalata e da due giorni non esce di casa, non sappiamo cosa ci troveremo davanti. Magari si tratta di una persona contagiata. C’è un triage, in sala operativa, dove vengono fatte le domande. Come sul contatto con persone positive o sintomi previsti dal Covid-19.I dispositivi si usano in tutte le caserme. Io posso capire che si voglia fare un uso parsimonioso dei dpi che sono pochi, ma non si può fare pagare ai lavoratori. Ed è grave metterlo nero su bianco». Daidone, contattato da Il Tirreno, ha deciso di non commentare: «Ci sono i regolamenti interni. Non c’è nienteda aggiungere». —
Libero Red Dolce.
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