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La consigliera:«Felici di essere nel nostro paese»
Il racconto di Sabrina Marchi una volta atterrata in Italia E Massimiliano Nanni: «I bambini stanno bene Grazie a chi ci ha aiutato»
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È terminata l'odissea dei nostri concittadini, la famiglia Nanni con due bambini piccoli e la consigliera comunale della Lega Sabrina Marchi con il compagno Massimiliano, bloccati da giorni a Fuerteventura per l'emergenza dovuta al coronavirus.
Partiti insieme ad altri cinquanta cittadini italiani domenica sera dall'isola delle Canarie, in direzione Barcellona, sono atterrati intorno alle 23.30 e da lì, dopo il controllo sanitario, sono saliti sul pullman noleggiato dall'eurodeputata del Carroccio Susanna Ceccardi. «Siamo molto stanchi - racconta Sabrina Marchi - ma contenti e più tranquilli di essere arrivati nel nostro paese e di poter tornare nelle nostre case. Fino all'ultimo momento, come gli altri tantissimi connazionali fermi sull'isola, non sapevamo se saremmo riusciti a partire, perché il volo veniva rimandato in continuazione, ha avuto un ritardo di sei ore. Ma alla fine - prosegue la consigliera comunale - alle 19.20 ce l'abbiamo fatta. Intorno alle 23.30 siamo arrivati a Barcellona. Ormai c'è tanta paura anche in Spagna - racconta Sabrina Marchi - in volo una donna si è anche sentita male, una crisi di panico, ed è stata soccorsa dagli operatori sanitari. Una volta scesi, possiamo dire che è finito un incubo. Da lì poi con Susanna Ceccardi, l’ex ministro Gian Marco Centinaio e, l'assessora e medico di Pisa Gianna Giambaccini che ci ha visitato, siamo saliti sull'autobus, in direzione Italia. Una volta arrivata a Massa mi metterò in auto quarantena».
Sul pullman anche cittadini dell'Emilia Romagna, di Torino e di altri comuni della Toscana, che altrimenti avrebbero trovato ulteriori difficoltà per rientrare in Italia: «Sono da poco sceso dall'autobus a Pisa - ci racconta telefonicamente Massimiliano Nanni - è venuto mio babbo a prenderci. I nostri bambini stanno bene, ringraziamo tutte le persone che ci sono state vicino e ci hanno aiutato. Finalmente stasera saremo a casa nostra». —
Sara Lavorini
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