Il Tirreno

Coronavirus: di turno in farmacia, come in trincea

La dottoressa Adele Menia
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La dottoressa Adele Menia

Dispenser sulla porta, plexiglas e ingressi scaglionati. Ma in molti sperano di lavorare a porte chiuse come in Liguria

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Massa-Carrara. Dispenser disinfettanti, protezioni in plexiglas, piantane e segnaletica per le misure di sicurezza. Le farmacie e i suoi addetti si attrezzano per combattere il contagio. Ma loro, i medici farmacisti, preferirebbero in alcuni casi lavorare a porte chiuse, proprio come ad esempio nella vicina Liguria.

Qui Carrara. Noi abbiamo fatto un giro tra quelle di turno domenica pomeriggio e il dottor Andrea Rozzi della farmacia comunale di via Fiorillo a Marina di Carrara ce lo conferma: «Per contingentare maggiormente la situazione ci vorrebbero le porte chiuse, come hanno già fatto altre farmacie in altre città» . Stessi accorgimenti anche alla farmacia comunale del centro commerciale La Prada, come ci spiega la dottoressa Adele Menia: «le persone hanno un ingresso scaglionato. Sulle porta ci sono dei diffusori con disinfettante, per chi vuole c’è a disposizione il gel per le mani». In ogni caso come ricordano Adele Menia e Andrea Rozzo: «dopo l’accordo tra Assofarm e Croce Rossa è attivo il servizio per tutte le persone impossibilitate a recarsi in farmacia e cittadini al di sopra dei 65 anni di età». Al servizio si accede telefonando al numero verde 800 06 5510.

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Qui Massa. In una domenica deserta, ci sono lavoratori che svolgono il loro servizio, con tutti i rischi e la fatica del caso. Ad esempio la Farmacia Carducci, “costretta” ad un turno continuato di 24 ore a partire dalle 8. 30 di ieri. Di appoggio ad essa soltanto la farmacia San Francesco di Via Intercomunale Aeroporto del Cinquale e di reperibilità la farmacia Lenci a Canevara. È evidente quindi che tutta la città di Massa si riversi sull’attività di via Carducci, con il disagio di della fila tenuta al rispetto delle norme di sicurezza (entrata uno alla volta, distanza fuori tra le persone di 1 mt). Le titolari svolgono il loro lavoro come sempre a servizio della comunità e non rilevano particolari cambiamenti: «Il flusso delle persone è leggermente aumentato oltre alle mascherine e ai gel disinfettanti, anche molta vitamina C e immunostimolanti, oltre al classico paracetamolo. Purtroppo l’approvvigionamento dei sistemi di protezione e disinfettanti è difficile anche per noi operatori. Ora siamo attrezzati ma quando non avremo più mascherine e guanti dovremmo fare senza, ma siamo fiduciose che presto arrivino le scorte necessarie». —

Daniela Marzano Alessandra Poggi

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