Il Tirreno

Muore dopo infarto, sottoposto a tampone

R.S.

Orazio Arcari, 55enne di Pontremoli, è deceduto a Parma. Era detto il “gigante buono”. Si attende l’esito dell’esame

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pontremoli. È deceduto dopo un malore al cuore, che ha complicato un quadro clinico difficile; e all’ospedale a Parma è stato sottoposto anche a tampone per il coronavirus, perché alcuni sintomi avrebbero convinto i sanitari a procedere così. Resta purtroppo il fatto che è scomparso sabato mattina il “gigante buono”, il 55enne Orazio Arcari, a Parma, dove era stato trasportato dopo l’infarto. In particolare, Orazio soffriva di una febbre alta e per questo è stato sottoposto al tampone, di cui si attende l’esito.

Orazio si trovava nella città emiliana dopo che aveva subito un'importante operazione che ne aveva fiaccato molto il corpo, debilitando, ma che non aveva intaccato il suo spirito, che invece era sempre pronto all'allegria e soprattutto a ricordare la sua Pontremoli e gli amici che attendevano fiduciosi la sua guarigione.

Del resto era conosciuto da tutti il "gigante buono Orazio" e la sua proverbiale allegria era contagiosa così come la sua generosità nella vita di tutti i giorni.

In particolare Orazio era uno dei più importanti componenti dei fuochisti di San Nicolò, e le sue battute fulminee ed ironiche erano un'arma in più a disposizione della squadra del Vaticano.

Fuochisti che oggi lo ricordano con dolore sulla loro pagina Facebook: «Sei entrato nei cuori di tutti noi come quando entravi in baracca al falò, all’improvviso! Ognuno di noi dal più giovane al più veterano avrà nel cuore un ricordo indelebile! Ciao gigante buono. I tuoi fuochisti di San Nicolò». Ma come sempre accade, perché la sfida dei falò è una cosa e l'affetto tra i fuochisti è un altro aspetto, è arrivato il messaggio di cordoglio anche dei fuochisti di San Geminiano che citano una canzone di Francesco Guccini: “Ciao Orazio... Vogliamo però ricordati com'eri... pensare che ancora vivi... vogliamo pensare che ancora ci ascolti... e che come allora sorridi».

Ma sono stati tanti i messaggi di affetto e di solidarietà, specie in questo momento in cui le disposizioni governative hanno imposte delle rigide regole in cui non è possibile partecipare ai funerali né fare visite ai defunti per evitare gli assembramenti. E così i social si sono dimostrati un mezzo efficace per dimostrare l'affetto che legava Pontremoli ad Orazio.

“Ciao Orazio, insegna agli angeli come si fa un falò”, si legge in un messaggio, poi in un altro “ancora non ci posso credere. Eri veramente un amico gioioso sempre con la battuta pronta sarai per sempre nei cuori di chi ti ha conosciuto e ti ha voluto bene”. —

R.S.

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