Il Tirreno

Poesia e biscotti, il Dogliani non si ferma

Alessandra Vivoli
Poesia e biscotti, il Dogliani non si ferma

Margherita e i fratelli si sono improvvisati addetti alle vendite, 2 turni in produzione per evitare contatti, guanti e mascherine

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. È per tutti la “fabbrica che pensa”, grazie al successo ottenuto con una rassegna culturale estiva divenuta punto di riferimento per una comunità intera.

In questi giorni di estrema emergenza è diventata anche la “fabbrica che non si ferma”. Sì perché il Biscottificio Dogliani, azienda familiare di prodotti dolciari, dei tre fratelli Bernardo, Franco e Margherita, non si è fermato nemmeno adesso. La fabbrica continua la produzione di colombe e uova di Pasqua per riuscire ad evadere gli ordini. Due giorni di stop sono stati necessari per riorganizzare tutto: da domani si riprenderà con tutte le precauzioni del caso e con due turni separati. La mattina la produzione, il pomeriggio le donne addette al confezionamento. Al pubblico per la vendita al dettaglio Margherita e i suoi fratelli. Non si fermerà mai Franco: lui si occupa ogni giorno del lievito madre. Fermersi vorrebbe dire bloccare l’abima dell’azienda, non poter più produrre.

«Cerchiamo di non mollare perché qui si tratta del lavoro di 16 famiglie – spiega Margherita – Nel rispetto delle regole al momento abbiamo deciso di andare avanti. E abbiamo lasciato ai dipendenti la facoltà di venire al lavoro o di stare a casa. Chi viene sarà dotato di mascherine guanti e gel disinfettanti. Noi ci proviamo, se ci saranno ulteriori restrizioni ci adegueremo». Margherita si è rimboccata le maniche, con grande naturalezza. «Io e i miei fratelli in questi giorni ci siamo messi alla vendita – dice – Ma non abbiamo fatto proprio nulla di straordinario: sono momenti durissimi, cerchiamo di offrire un servizio. Cerchiamo di rimanere aperti per tutelare i nostri dipendenti, la nostra grande famiglia». E così da domani mattina si riaccendono le luci anche nella fabbrica del Dogliani. Intanto, anche nella giornata di ieri, al pomeriggio, Margherita era fra gli scaffali della zona di vendita al dettaglio ad aspettare i clienti. La storia è quella di una piccola azienda familiare, come ce ne sono tante nel nostro paese. E di tre fratelli che si sono rimboccati le maniche, come fanno in tanti, in un paese così provato dall’emergenza coronavirus. Margherita ha fatto tutto questo. E ha trovato anche il tempo e la voglia di fare una diretta facebook in cui legge un brano di Virigina Woolf. Un legame a doppio filo con la “sua” fabbrica che pensa.«Ho cercato, nel mio piccolo, di portare un po’ a tutti la bellezza delle parole e della poesia- spiega - Leggere, brani belli, grandi autori, e condividere, in un momento così difficile è davvero importante. Io ci credo moltissimo e sono pronta a rifarlo, a condividere su facebook dei momenti di bellezza e di letteratura». —



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