Nasce #Panequotidiano Il Vangelo-social anti virus
L’idea è dei ragazzi della consulta Pastorale giovanile di Massa con don Manganelli E in 200 hanno partecipato alla messa online «come fosse una partita di pallone»
Massa. La comunità cristiana di Massa, non vuole lasciare soli tutti i fedeli che, a fronte delle direttive ministeriali, sono obbligati a stare a casa per evitare contagi da coronavirus. In questo momento di crisi nazionale e di paura collettiva, nasce l'iniziativa #Panequotidiano, organizzata e gestita dai ragazzi della consulta Pastorale Giovanile. #Panequotidiano, attraverso l'uso dei social come facebook, Instragram e gruppi WhatsApp condividerà una riflessione sul Vangelo del giorno, oltre ad altri contenuti, per aiutare le persone ad affrontare questo momento difficile. «Ai miei parrocchiani e ai ragazzi - dichiara don Maurizo Manganelli responsabile della pastorale giovanile della diocesi – ho voluto sottolineare come sia importante guardare a quello che stanno facendo tutti i professionisti della sanità e i volontari. Io sono sicuro che per noi cristiani guardare al loro lavoro, al di là della fede o del credo religioso di ognuno, ci aiuterà a capire meglio cos'è il Vangelo. Nelle parrocchie noi preti stiamo celebrando messa da soli, tutti i giorni, ma cerchiamo di stare vicini ai fedeli, usando i mezzi che abbiamo. La tecnologia davvero adesso può aiutarci a stare in contatto, lontani ma vicini. Cristiani al tempo del Covid-19. Niente riti religiosi, ma mai soli. Mai distanti da una Parola che ci permette di cogliere qualcosa di buono anche in mezzo alla confusione e alla paura».
Ogni giorno sul telefono, per chi è entrato nella chat #Panequotidiano, sulla pagina facebook della pastorale giovanile (Pastorale Giovanile Massa) e sul profilo instagram, sarà pubblicato un passo del Vangelo da leggere, che servirà a riflettere. «Questa iniziativa in tempo di quaresima, vuole essere un gesto per far capire a chi sta a casa ammalato, a chi è su un letto di ospedale, a tutti i medici, infermieri, professionisti sanitari e volontari, che non sono soli. Ovviamente– conclude don Maurizio– questo decreto ci ha presi tutti un po' alla sprovvista - non ci aspettavamo questa misura, ma capiamo anche che è una decisione che ci premierà, in quanto solo attraverso un impegno e un sacrificio comune potremmo superare questa crisi. Non è un tempo facile, pensiamo soprattutto chi ha paura per la propria attività. Come da ogni crisi possiamo uscirne o con le ossa rotte o con uno spirito di unità e di responsabilità più forte che ci permetta di ricostruire e di ripartire. Alla fine di tutto saremo diventati più attenti agli altri, più solidali con chi sta peggio, più capaci di metterci nei panni dell'altro e avremo vinto noi».
Intanto don Luca Franceschini ieri ha celebrato messa dalla Madonna del Montecon una diretta sul suo profilo facebook. Piazzato il cellulare, in una chiesa vuota, ai tempi del coronavirus, i social stanno aiutando i fedeli a pregare. La sua diretta è stata vista da 200 persone, che insieme hanno commentato il Vangelo, hanno pregato, hanno ringraziato don Luca per la “bella sorpresa”; tanti anziani, ma anche tanti giovani, tutti lì, come testimoniano alcune bellissime foto, davanti ai computer ad ascoltare la parola del Signore. E non è la prima iniziativa di questo tipo. Il giorno prima, sempre sulla pagina facebook di don Luca era stata trasmessa la via crucis dalla chiesa della Madonna del Monte. «Grazie don Luca» scrivono i messaggi sui social; «Guardate i miei genitori– dice un signore– aspettano la funzione al pari di come si aspetta la finale della coppa del mondo di calcio».
Sara Lavorini
Manuela D’Angelo
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