Sicurezza
«Stop chiamate ai clienti per prodotti finanziari»
massa-carrara. Le banche sono riconosciute come un servizio essenziale. Se chiudono è un problema, da qui passa il denaro per i pagamenti, per rendere disponibile il denaro. E i lavoratori? Sono consapevoli dell’esigenza di fornire il servizio e dall’altro vogliono che sia tutelata la loro salute.
Paolo Massa, segretario provinciale dello Unisin, spiega: «Le banche sono a disposizioni, però invitiamo a rivolgersi ai servizi per operazioni inderogabili e urgenti. Dipendenti e consulenti sono a disposizione e rispondono al telefono, tutto ciò che può essere fatto con sistemi informatici e home banking o per via telefonica è a disposizione. Meglio recarsi il meno possibile negli uffici».
Insomma l’indicazione è di limitare il più possibile i contatti sia nell’interesse della popolazione che dei lavoratori. «Io come segretario provinciale ricevo da colleghi di alcuni istituti che purtroppo fino a pochissimi giorni fa sono in atto pratiche commerciali a contattare i clienti per operazione di vendita commerciale. Su questa cosa si stanno muovendo tutte le segreterie nazionali di tutti i sindacati anche con l’Abi, l’associazione delle banche. Noi deploriamo degli atteggiamenti che purtroppo ci sono ancora segnalati: questo non è il momento».
Non è un invito a non avere contatti o consulenze. «Quello va bene, sono momenti, con i movimenti finanziari che ci sono, dove l’aiuto di un esperto serve. Ma non si può di certo invitare le persone in banca per fare investimenti. Questa è una cosa da evitare, pur essendo stati casi sporadici». —
L.R.D.
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