Sicurezza
Coronavirus, bambina fuori pericolo. Il padre: «Mia figlia ora sta bene, ma io vi dico: state a casa»
Parla il padre della piccola di un mese e mezzo che era positiva al Covid-19: «Mangia, dorme, non ha febbre. Quei giorni sono stati terribili, è stato un incubo»
MASSA CARRARA. Una settimana fa l’incubo dei tampone positivo e del ricovero al Meyer. I giorni, terribili, la paura. Poi il ritorno a casa per la bambina di un mese e mezzo che all’inizio di marzo è risultata positiva al coronavirus. Abbiamo parlato con il padre che ci spiega come sta la piccola, come sono andate le cose. E che, soprattutto, fa una raccomandazione: «State a casa, è vero, si può guarire ma nessuno è immune da questo virus, nemmeno i bambini».
Come sta la bambina?
La bimba per fortuna al momento sta bene, mangia dorme e non ha la febbre. Insomma la situazione al momento è davvero buona.
Lei ha subito raccontato sui social la malattia della figlia. Come avete vissuto questi giorni? Chi vi è stato di conforto?
È stato un periodo terribile. Io ero a casa da solo, in un tunnel in cui a volte sembrava che la luce si avvicinasse e altre si allontanasse. Ho avuto conforto dalla persona più vicina a me, mia suocera. Non mi potrò mai sdebitare abbastanza per il supporto che mi ha dato in questi giorni, sia dal punto di vista pratico che morale- dice il papà della piccolina - Mi è stata vicina la mia famiglia di origine, con in testa mia nonna, sempre positiva nonostante tutto e il mio migliore amico Ale».
«Ringrazio tutte le persone che conosco, con cui mi ero perso di vista e anche quelle che pur non conoscendomi mi hanno scritto da mezza Italia: i loro pensieri e le loro preghiere hanno fatto molto, in tutti i sensi. Mi hanno fatto coraggio».
«Per mia moglie è stato contemporaneamente peggio, perché ha vissuto tutto in prima persona - continua il padre della piccola - e “meglio” (tra mille virgolette) perché vedeva in tempo reale come stava la piccola. Lei sapeva in diretta come stavano andando le cose, io ero a casa e aspettavo le notizie. Il tempo non passava mai. Aanche per lei è stata di grande conforto sua mamma, è stata una roccia. Lei è stata molto forte, i giorni in ospedale non sono stati facili».
Ci racconti come sono stati per voi quei giorni da quando avete scoperto la positività al Covid-19 della vostra bambina.
Sono stati giorni concitati, tutto è successo molto in fretta. Da Massa, una volta risultato positivo il tampone, mamma e piccola sono state trasferite a Firenze. Lì la piccola è stata tenuta monitorata quotidianamente, fino alle dimissioni dell’altra sera. Tra una settimana verrà sottoposta a nuovo tampone e poi, più avanti, a nuove analisi del sangue».
«Mia moglie - prosegue - ringrazia tutti coloro che le hanno seguite con costanza e attenzione all’ospedale Meyer».
Quale consiglio vi sentite di dare ai tanti genitori che oggi sono in apprensione per il coronavirus?
L’unico consiglio possibile è di stare in casa e, anche nel caso di contatti con persone “fidate”, prendere in questo periodo tutte le precauzioni del caso».
«Non è vero come si sentiva all’inizio - conclude questo padre così coraggioso - che i bambini piccoli non si ammalano, l’abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Possono guarire e spesso lo fanno ma non è vero che sono immuni a questo virus. Restate a casa e rispettate le precauzioni: solo così se ne esce fuori».
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