Il Tirreno

a borgo del ponte funzione anti covid-19 

Don Lorenzo dice messa «con gli altoparlanti» Ma pensa già a Youtube

Camilla Palagi

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Massa «La prossimità è fondamentale. Per questo domenica ho deciso di attaccare le "trombe": la messa verrà trasmetta dagli altoparlanti».

E messa fu. Don Lorenzo Corradini, parroco della chiesa di San Martino a Borgo del Ponte, domenica prende atto delle nuove misure stabilite dal Governo per limitare la diffusione di Covid-19: le funzioni sono temporaneamente sospese. La messa, quel giorno, la mattina la celebra chiedendo ai fedeli di mantenere la distanza. La sera, la celebra a porte chiuse. Il giorno dopo decide di riscaldare l'impianto audio della parrocchia, fornito di due altoparlanti (a dire il vero un po' ammaccato). E fa sentire la messa a tutto il quartiere. Non solo, la funzione era percepibile anche a Santa Lucia, a diverse centinaia di metri di distanza. Da quel giorno Don Corradini non ha più smesso di far sentire la voce della chiesa nel borgo. Alle 18 inizia la funzione ad “alto volume”. «Ora sto cercando di attivare un canale su Youtube – racconta il parroco – il decreto parla di misure restrittive fino almeno al 3 di aprile. Il cinque sarebbero le Palme ma non potremo sicuramente riunirci in così tanti in chiesa. Quindi sto progettando di realizzare una trasmissione diretta della cerimonia in programma a Pasqua». Resta il nodo da sciogliere delle confessioni. Quelle, dice il parroco, proprio non possono essere mediate da strumenti tecnologici. E anche se la chiesa si impegna molto per raggiungere in tutti i modi i suoi fedeli (don Corradini chiede a tutti gli abitanti della zona di prendere i foglietti della messa presenti all'ingresso della chiesa di San Martino e portarli agli anziani che non escono di casa), c'è sempre bisogno di aiuti, concreti e spirituali.

«La situazione non è triste – commenta don Corradini – è impegnativa. Ci troviamo di fronte ad un problema che dobbiamo affrontare. Ricordo che nel vangelo si possono ritrovare le "tentazioni di Gesù nel deserto". La prova non ha soltanto l'aspetto della fatica, ma può avere anche l'aspetto di un'esperienza di grazia. Ci dobbiamo fare un gran mazzo, oggi, ma dentro questa cosa, di cui ora vediamo solo l'aspetto negativo a causa dei ricoveri e dei morti, vi è una dimensione di grazia, di rinnovamento, di scoperta. Tutta questa solidarietà che si vede ora intorno, solo un mese fa, dov'era? Sta a noi dare un'interpretazione a questo evento». —

Camilla Palagi

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