Il Tirreno

Autisti Ctt: «Voi restate a casa, noi no»

Irene Rubino

L’hashtag lanciato dai lavoratori dell’azienda regionale dei trasporti è già virale. La Filt Cgil: «I rischi sono nei mezzi piccoli»

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“#IoRestoaCasa, noi invece no.”: è la provocazione degli autisti Ctt di Massa-Carrara, ritratti in foto con la mascherina accanto a uno degli autobus.

“La Ctt Nord è in ritardo sulle disposizioni anti-coronavirus – spiega Leonardo Fazzi, delegato Filt Cgil – i nostri autisti hanno avuto da subito grossi problemi. Dopo che l’emergenza è stata dichiarata abbiamo subito richieste precise per tutelare noi stessi e gli utenti, ottenendo solo la pulizia più frequente dei mezzi. Siamo lungi dall’avere la sanificazione dei locali. Gli autisti non sono stati forniti dall’azienda di alcun tipo di dispositivo di protezione individuale come guanti e mascherine e hanno dovuto procurarseli da sé. Sono stati sempre loro a disporre all’interno dei mezzi catenelle e cordine in modo che l’utenza rispettasse le distanze imposte di un metro da una persona all’altra, e non sono stati ancora forniti loro i cartelli per segnalarlo. Devono essere loro ad avvertire gli utenti a voce. Su questo Ctt è in ritardo. Ma il maggiore rischio per la salute pubblica è rappresentato dai mezzi K1 acquistati negli scorsi mesi: sono molto piccoli e possono ospitare circa 15 persone (dunque a malapena 5 o 6, nel rispetto delle distanze di sicurezza), ma soprattutto la porta d’ingresso e d’uscita è unica e si trova praticamente a sfioramento di spalla dell’autista. Abbiamo chiesto all’azienda di metterli fuori servizio, e in proposito vi sono state prese di posizione da parte degli rsa a livello regionale e nazionale; abbiamo aspettato le risoluzioni di Ctt, fino a che ieri Venerdì 13 Marzo non siamo stati noi a scegliere di non utilizzarli. Quando possiamo utilizzare mezzi idonei lo facciamo, altrimenti le corse saltano. Come sono saltate spesso di recente, per via di rotture e guasti. I dirigenti di Pisa ci dicono che si adopereranno per metterli fuori servizio, ma la decisione per il momento è affidata agli autisti. Dobbiamo esserci noi a rifiutarci di usare questi mezzi. Abbiamo casi di persone giovani, non sindacalizzate, che partono con questi autobus mettendo a rischio la propria famiglia e l’utenza».

L’appello alla popolazione è di utilizzare questi mezzi solo in caso di necessità: «L’autobus va preso solo per andare a lavoro o per le esigenze contemplate dal decreto Conte –ribadisce Fazzi – in altri casi va evitato. In questi giorni abbiamo visto anziani prendere la corriera per andare a fare un giro, e abbiamo preferito dissuaderli dal correre rischi inutili».

Fazzi sottolinea l’importanza che i dipendenti possano mettersi in malattia alle prime avvisaglie senza problemi e senza dover prendere ferie: «Auspico che per i vari contratti del trasporto che ci sia una moratoria in questo periodo, in modo che i lavoratori non abbiano remore ad andare in malattia ai primi sintomi influenzali. I giovani con contratti penalizzanti m telefonano chiedendogli se possano andare al lavoro con 37 e mezzo di febbre per timore di vedersi decurtare l’indennità giornaliera».

L’azienda dei trasporti pubblic regionali conclude ricordando anche che seguito di scioperi in varie parti d’Italia, la presidenza del Consiglio ha richiamato le aziende al rispetto delle regole: a questo si deve vertice in prefettura con l’Asl di ieri 13 marzo. —

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