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Agri marmiferi, il tour del regolamento non si ferma. Ma l’Inail chiede più sicurezza sul lavoro
La commissione comunale di Carrara studia le osservazioni. E Andrea Figaia (Cisl): rendite incongrue agli imprenditori per 25 anni
Carrara. Si è tenuta la prima commissione marmo ai tempi del coronavirus: i consiglieri si sono seduti in sala di rappresentanza ad almeno un metro di distanza l’uno dall’altro. Il prossimo appuntamento della commissione presieduta da Nives Spattini sarà giovedì 12 marzo alle 11 e 30. I lavori sul marmo andranno avanti a passo rapido viste le scadenze stringenti in materia di regolamento degli agri marmiferi. L’incontro di martedì 10 marzo ha avuto essenzialmente una natura riepilogativa rispetto alle recenti tappe di confronto con i sindacati, le associazioni ambientaliste e quelle di categoria sul nuovo regolamento. Sono pervenute per iscritto le osservazioni di Inail e dei sindacati, ma mancano ancora quelle di Confindustria e delle cooperative.
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Compito dei consiglieri è quello di confrontarsi sul materiale ricevuto, raggruppare e mettere insieme le osservazioni valutando quali di esse possano essere accoglibili nel testo del regolamento. Maggioranza e opposizione hanno valutato come interessante l’intervento di Inail, che ha messo in luce il tema della sicurezza dei lavoratori soprattutto per quanto riguarda l’attività estrattiva. Ora bisogna capire come accogliere il suggerimento integrandolo nel corpo del testo. Inoltre la Confindustria è stata sollecitata a inviare le proprie osservazioni entro la fine della settimana. Si resta in attesa del prossimo incontro di giovedì 12 marzo. Al 3 marzo scorso risalgono le osservazioni di Legambiente Carrara che ha scritto che «la bussola utilizzata per la stesura non è stata l’interesse della comunità che, anzi, risulta sistematicamente subordinato a quello degli imprenditori. È dunque particolarmente grave non aver fissato un requisito minimo di lavorazione in loco, sbizzarrendosi, invece, nel premiare (prolungando la durata della concessione fino a 25 anni) gli imprenditori che assumano l’impegno a realizzare un progetto (con ricadute occupazionali) compreso in una vasta, quanto indeterminata, gamma (attività artigianali, espositive, culturali, ambientali)».
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Critica anche la Cisl per bocca del segretario Andrea Figaia che dice: «Eccessiva la sommatoria del periodo di attività fruibile, per una singola azienda, nel caso che svolga attività di filiera, fino a 25 anni di durata. In pratica per 25 anni non si svolge alcuna gara di appalto, garantendo una rendita incongrua, anche in una logica europea di libero mercato; in questo modo senza individuare un valore di mercato si torna alle medie degli ultimi decenni del Comune, medie che vanno superate perché ingiuste». Secondo le scadenze indicate dalla Regione Toscana il Regolamento degli Agri Marmiferi dovrebbe essere approvato entro fine anno. —
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