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Coronavirus: controlli ai caselli. L'automobilista: «Devo comprare una torta», rispedito via
Massa Carrara: partite le attività delle forze dell’ordine per far rispettare le disposizioni. Una ventina di automobilisti fatti tornare a casa
MASSA CARRARA. C’è stato chi, piuttosto candidamente, ha riferito alla polizia che era arrivato a Massa da La Spezia per comprare una torta di compleanno. «Perché qui le fanno più buone...». Risultato: è stato rispedito a casa, con buone maniere. Poi due persone, in stazione, hanno “autocertificato” alla Polfer che erano in città per “motivi di lavoro”, ovvero per chiedere l’elemosina. E ancora: i gruppi di ciclisti e di podisti fermati e «ammoniti» dagli agenti in divisa sul lungomare, per esempio al Cinquale. È un assembramento anche questo, e con ciò vietato.
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A Massa, Carrara, in Lunigiana: da ieri alle 8, via alle attività di controllo di polizia, Stradale, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale e Polfer per far rispettare ad automobilisti e viaggiatori le prescrizioni del nuovo decreto emanato dal Governo, che ha istituito in tutta Italia, nessun luogo escluso, la “zona arancione” per limitare la diffusione del Covid-19. È possibile muoversi - in treno, bus, vettura privata - solo per motivi di lavoro, di salute, per andare a fare la spesa o altri motivi di necessità, per rientrare nella propria abitazione. Stop. Non c’è spazio per alcuna interpretazione della misura.
E anche la nostra provincia si è attrezzata, dopo la riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza in prefettura e il successivo Tavolo tecnico in questura. Il sistema di controllo messo a punto, «pensato secondo un’ottica di collaborazione con il cittadino», come sottolinea la questura, prevede il potenziamento dei controlli mirati lungo le strade ad alta percorrenza (per esempio l’Aurelia, viale Roma a Massa e viale Venti Settembre a Carrara), sulle tratte autostradali A/12 e A/15, nello specifico ai caselli di Massa, Carrara (dove ieri si sono formate lunghe file), Aulla e Pontremoli, alle stazioni ferroviarie di Massa, Carrara e Pontremoli, al porto di Carrara, considerato come «luogo di frontiera», nei dintorni dei centri commerciali (vedi il “Mare e Monti” a Massa) e nelle zone ad alta densità abitativa turistica, come Marina di Massa e zone limitrofe e Marina di Carrara, lo stesso nei posti di villeggiatura in Lunigiana, occhio particolare alle seconde case, dunque.
Dice il dirigente del commissariato di Carrara, Corrado Mattana: «Solo questa mattina (ieri, ndr) abbiamo rispedito nel luogo di provenienza almeno una ventina di persone, che non davano una ragione valida del loro transito in città. Chi viola l’obbligo di quarantena o è colpevole di movimento ingiustificato incorre nell’articolo 650 del codice penale, mentre chi fornisce false dichiarazioni a pubblico ufficiale nell’articolo 495. Devo dire, comunque, che dopo un paio di ore di attività abbiamo notato un decremento molto significativo dei mezzi in movimento sulle strade». Aggiunge Giuseppe Cianflone, commissario capo della questura di Massa: «Si è visto un calo del traffico, abbiamo riscontrato senso civico nelle persone. La maggior parte dei fermati rispettavano le disposizioni: si muovevano per andare a lavoro oppure nelle strutture sanitarie come Noa, Opa e ospedale Versilia. Come l’unica persona che è scesa da un treno proveniente da Genova: era a Massa per delle visite all’ospedale delle Apuane».
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