Attenzione
Coronavirus, auto-isolamento per il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti
Ha mangiato al ristorante la Chicca del Candia due sere prima che venisse chiuso. E ora chiede di commissariare l'Asl
MASSA. Il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti è in auto-isolamento. Lo ha deciso dopo aver appreso della chiusura temporanea del ristorante La Chicca nel Candia, dove aveva cenato, giovedì 5 marzo, con altri amici. Fra i quali l'amministratore di Master Corrado Panesi. . Il ristorante è chiuso da sabato 7 marzo. Lunedì un via vai di notizie, e di parziali smentite, ha lasciato trapelare la positività al Covid-19 di una delle socie del locale. Da qui la decisione di auto-isolarsi di Stefano Benedetti che, raggiunto telefonicamente da Il Tirreno, annuncia di voler chiedere il commissariamento della direzione dell’Asl locale.
Una richiesta che nel giro di qualche ora diventa formale: è indirizzata al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e indica fra le cause "l'incapacità assoluta (dell'Azienda Usl, ndc) soprattutto in termini di prevenzione". «Non ho nessuna prescrizione ma sono in casa – racconta Benedetti al telefono – Il sindaco ha chiesto chiarimenti all'Usl e ora attendiamo una relazione su quanto accaduto».
Ricapitolando giovedì sera, Benedetti e Panesi vanno a cena con alcuni amici nel ristorante che si trova sulle colline del Candia. La socia ammalata, una conoscente del presidente del consiglio, non c'è. «Ho notato la sua assenza – spiega Benedetti – ma vai a pensare a questa cosa». Il giorno dopo, venerdì, il locale chiude per volontà dei gestori. L'Usl sottopone la donna, che sta male da qualche giorno, al tampone. E quello, trascorse le ore necessarie per valutarne l'esito, risulta positivo. Le altre persone che lavorano al ristorante in questione appaiono in buona salute. Solo se avranno dei sintomi verranno sottoposte al test per valutare la presenza o meno del Coronavirus.
Lo stesso vale per Benedetti, che attualmente è a casa. «Sto bene, ho solo la sinusite che sto curando da un mese. Non so se dovrei fare il tampone, non ho la febbre». Poi l'attacco all'azienda sanitaria, con tanto di esposto al presidente Rossi. «L'Usl ha parlato di fake news a seguito del post apparso sui social – continua Benedetti - però non ha precisato la vicenda. Credo che queste omissioni siano gravi perché rasentano il tentato omicidio». L'Usl sta valutando se rispondere alle affermazioni di Benedetti. L'avvocato Manuccio Manucci, della famiglia che gestisce il ristorante, tiene però a precisare alcuni passaggi: «Il locale è stato chiuso dalla titolare non appena ha avuto il semplice timore che si fosse verificato un contagio da Covid-19 e quindi ancor prima di venir a conoscenza della positività del tampone».
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