Il Tirreno

licciana nardi 

Sua figlia lavora a Lodi, qualcuno la denuncia al sindaco. «Sciacalli»

L.S.

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«Sciacallaggio e diffusione di epidemia sociale»: inizia così una lettera di denuncia inviata al sindaco di Licciana Nardi scritta da un residente, che per il solo fatto di avere una figlia che fa l’insegnante a Lodi, tornata in paese domenica 23 febbraio, sostiene che la sua famiglia sia stata trattata come «untori» da conoscenti e vicini di casa, perché uno «sciacallo denuncia al sindaco questa presenza (ovvero della figlia, ndr)».

«Non vi dico le notizie terrificanti e offensive, gli apprezzamenti. Le fantasie di alcuni paesani sono arrivate al parossismo. Come ci siamo sentiti? Rabbia, ma anche tanta pietà per l’immaturità di molti». E poi la parola «vergogna» è scritta tre volte, in caratteri maiuscoli.

In sostanza, questa persona chiede il rispetto della privacy, per lui i «delatori» sono «penalmente perseguibili». — L.S.

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