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L’allarme di Coldiretti: negli agriturismi almeno 2.000 disdette

L.S.
L’allarme di Coldiretti: negli agriturismi almeno 2.000 disdette

«Le prenotazioni sono congelate», scrive l’associazione Il calo dei turisti nelle strutture va dal 50 all’80 per cento 

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lunigiana. Non si ferma il grido di dolore degli operatori turistici della Lunigiana per l’emergenza coronavirus.

Questa volta è Coldiretti che stima «almeno 2.000 presenze in meno negli agriturismi della Lunigiana in questo primo periodo di emergenza sanitaria tra disdette e mancate prenotazioni». «Gli agriturismi già aperti in questo periodo – spiega Francesca Ferrari, presidente Coldiretti Massa-Carrara – sono circa l’80%. Le perdite registrate sono molto pesanti tra cancellazioni e mancate prenotazioni. Siamo vicini alla Pasqua e queste, per il settore, erano settimane molto importanti. La scampagnata in agriturismo è una delle mete più ricercate per il periodo pasquale. Al momento le prenotazioni sono come congelate». L’analisi di Coldiretti evidenzia un effetto crisi non omogeneo con strutture che hanno già perso l’80% delle presenze e altre il 50%. Il 79% delle strutture dichiara un calo di fatturato. Peraltro i cento agriturismi apuo-lunigianesi sono spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari lontano dagli affollamenti, con un numero contenuto di posti letto e a tavola, sono forse il luogo più sicuro in Italia per difendersi dal contagio, fuori dalle mura domestiche. «A pesare – analizza ancora la Ferrari – sono le mancate prenotazioni dei prossimi mesi. I numeri potrebbero peggiorare se l’emergenza non rientra. Le presenze negli agriturismi, in un caso sue due, sono straniere, significa che questa emergenza non è solo più nostra, ma dell’Europa». Coldiretti tra l’altro ha lanciato la campagna #MangiaItaliano per salvare la reputazione del made in Italy, difendere il territorio, l’economia e il lavoro e far conoscere i primati della più grande ricchezza del nostro paese, quella enogastronomica. «Bisogna ricostruire un clima di fiducia nei confronti del marchio made in Italy che rappresentauna eccellenza riconosciuta» spiega Maurizio Fantini, direttore Coldiretti Massa Carrara . — L.S.

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