Il Tirreno

 

Coronavirus: iniziano le chiusure spontanee. E tutto si può consegnare a casa

Manuela D’Angelo
Il cartello fuori dalla rosticceria Dany a Marina di Carrara
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Il cartello fuori dalla rosticceria Dany a Marina di Carrara

Numerosi negozi hanno deciso di abbassare le saracinesche per prevenzione. Fuori dai locali disinfettanti, cartelli per evitare le file e clienti serviti uno alla volta

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Massa-Carrara. Chiudono spontaneamente, per salvaguardare loro stessi e i cittadini; oppure chiudono perché costretti da malelingue e fake news. Bar, ristoranti, negozi di abbigliamento, pasticcerie, eppure non esiste nessuna ordinanza che imponga ai commercianti dei territori apuani di chiudere. Da ieri, in provincia è iniziata una corsa alla responsabilizzazione, messa in campo da numerosi esercenti, che hanno deciso di chiudere.

Le chiusure

Citiamo alcuni punti di riferimento cittadini. Il Dolif di Massa: «Data la situazione di emergenza i negozi di Massa e Firenze resteranno temporaneamente chiusi a data da destinarsi per tutelare la clientela e il personale dipendente e contribuire nel nostro piccolo a fermare la diffusione del virus. A presto»; l'Osteria Pertini «comunica la decisione di fermarsi, crediamo sia la cosa giusta da fare in questo momento delicato. Speriamo di aggiornarvi presto e un abbraccio a più di un metro di distanza»; i Tre Compari: «Non è stato facile prendere questa decisione ma vista l'emergenza sanitaria in corso ci sembra la cosa più giusta da fare. Ci prendiamo qualche giorno per riflettere e capire meglio, a presto». Poi c’è la pasticceria Aldo: il suo titolare, Aldo Gassani, ha salutato la clientela con un video su facebook, precisando che tutto il suo staff sta bene e che la chiusura è dettata soltanto dal buon senso e non da casi positivi al coronavirus. Sospende la sua attività fino a nuovo ordine anche il Punto donna (centro Dibi) di viale Chiesa:«A tutte le nostre ragazze, comunichiamo con tanto dispiacere che il centro resterà chiuso per tutta la settimana, per motivi di sicurezza. Un abbraccio virtuale»

La fake news

Ma c’è anche chi ha dovuto chiudere a causa di una fake news, circolata dalla mattina di ieri, che ha coinvolto un ristorante di montagna e così a catena tutte le persone che erano state lì a cena e tutti i locali in cui, in questi giorni, i titolari del ristorante erano stati visti: tabacchini, bar. In questi casi, come sostiene il presidente di Confcommercio Massa Carrara, Giuseppe Pieretti, è necessario prendere provvedimenti seri (vedi articolo a lato).

Idee ed espedienti

Molti ristoranti del territorio hanno invece deciso di non chiudere, bensì di limitare i coperti, e aumentare le misure di sicurezza per i clienti, come Extra di Carrara: «In questi giorni abbiamo preso atto della gravità della situazione e non si può fare finta di niente. La capienza del locale è stata regolata a 35/40 persone al massimo, quindi meno della metà della capienza massima. Abbiamo messo a disposizione dei clienti tutti gli strumenti di igienizzazione per le mani. Quindi se avete voglia di andare al ristorante, noi faremo il massimo per ospitarvi nel massimo rispetto delle regole e della salute vostra e di tutta la comunità». C’è anche chi si è ingegnato, cercando di non soccombere e inventandosi il “ristorante a domicilio”, ovvero un menù da asporto il tutto e per tutto uguale a quello che trovereste in sala, ma con qualche sconto: La Petite cousine di Carrara, il Kasamia sul viale Roma a Massa e il Krikrok’s del centro storico che annuncia «verremo a casa vostra per darvi la possibilità di degustare i nostri piatti at home». Anche Libri in Armonia attiva il servizio di consegna a domicilio: «Quale miglior tempo è quello passato a leggere un buon libro?Se avete bisogno di un consiglio, di un suggerimento o di verificare la disponibilità del volume che state cercando, non esitate a contattarci. E sono soltanto alcuni esempi.

La prevenzione

In generale i commercianti di ogni tipologia stanno cercando di dare il loro contributo per impedire il diffondersi del virus, evitare gli assembramenti, la vicinanza tra persone, le attese troppo lunghe in piccoli locali. Lo stanno facendo i parrucchieri, che servono solo un cliente alla volta; lo fanno panetterie, farmacie e alimentari, che chiedono con cartelli fuori dai loro esercizi di non entrare, se all’interno ci sono già due persone. Lo fa anche, con ironia, la rosticceria Dany a Marina di Carrara: “Per ragioni di sicurezza si entra massimo tre alla volta, ma non temete, le commesse sono sempre tre”. Quindi niente attesa. —

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