Lutto
«Troppi 25 anni di concessione delle cave nel libero mercato»
carrara. Lungo intervento, e tante considerazioni sul regolamento degli Agri Marmiferi, che il Comune di Carrara intende approvare, da parte della Filca Cisl e del segretario Cisl Nord Ovest Andrea Figaia.
«La sommatoria del periodo di attività fruibile, per una singola azienda, nel caso che svolga attività di filiera, fino a 25 anni di durata, appare eccessiva. Occorre un periodo ragionevolmente più breve. In pratica per 25 anni non si svolge alcuna gara di appalto, garantendo una rendita incongrua, anche in una logica di libero mercato; in questo modo senza individuare un valore di mercato si torna alle medie degli ultimi decenni del Comune, medie che vanno superate perché ingiuste».
Ancora il sindacalista Cisl: «Il Regolamento prevede che il cosiddetto socio 'parassita' possa non lavorare. Questo permetterà nuove forme di 'simil mezzadria', cioè terzi lavoreranno in luogo di chi non opera direttamente. Anche questa appare una stortura ed un evidente ritorno al passato; quanto meno il Regolamento vigente pone dei limiti al socio che non lavora, costui essendo obbligato ad acquistare il materiale al prezzo di costo, di fatto partecipa al rischio di impresa». Quindi sui beni estimati: « il Regolamento non prevede, per scelta, una regolamentazione dei 'beni estimati, rimandando il tutto ad una pur giusta eventuale legislazione nazionale. Anche questa appare una scelta ampiamente discutibile, considerando dichiarazioni di tenore opposto, anche condivisibili, che rappresentavano la possibilità di esplorare la valenza giuridica del Regolamento, in quanto demandato da legge, per regolamentare in autonomia locale e appunto regolamentare anche questa fattispecie di contesto giuridico anomalo».
Ancora l’intervento: «Assai grave appare la decisione di poter regolamentare le cosiddette cave miste. Nel caso in cui il privato abbia almeno il 51% all'interno di questo sodalizio di fatto, composto da cave o cave confinanti, potrà gestire anche le cave limitrofe che hanno una consistenza inferiore al 50%. Si tratta di un regalo intollerabile in una logica di stato di diritto; il tutto senza gara; non viene effettuata la verifica dello stato attuale dei beni estimati. Quello che era a metà del 1700 certo non è più così oggi. Chi garantisce se la cava attuale deriva da quella originaria?». « In definitiva, l'ambiente, la sicurezza sul lavoro, una gestione limitante dei detriti di cava, sono di fatto ignorati dall'articolato presentatoci, il tutto in una logica poco impattante sui problemi in essere. L' oro bianco, privilegio di pochi», conclude la nota. —
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