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Una luce a Canevara: la nuova gastronomia

Una luce a Canevara: la nuova gastronomia

L’hanno aperta in via Bassa Tambura 153 Daniele Ciuffi e sua mamma Simonetta. L’attività si chiama “La Morza”

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massa. Se in centro città i negozi chiudono, nelle frazioni montane la situazione è ancora più disastrosa. A monte, però, come a valle, c'è chi ci prova ad aprire una propria attività. E chi come nel caso di Daniele Ciuffi, 39 anni, originario di Casette, oltre a provarci riesce a mettere in piedi una gastronomia d'altri tempi, uno spazio ricco di tutti quei profumi di prodotti locali che solo chi ha un forte attaccamento verso la propria terra conosce.

Contro ogni tendenza, Daniele ha aperto una gastronomia in via Bassa Tambura numero 153. La zona è quella di Canevara, dove in questi anni sono state costrette a chiudere i battenti diverse attività. Oggi in quella striscia di terra che conduce ai paesi di Forno, Casette, Casania, Resceto e Redicesi, restano aperti un ufficio postale, una farmacia e una bottega (chiusa però al pomeriggio). Da due settimane fra quei locali c'è anche la gastronomia-rosticceria "La Morza" che Daniele e la mamma Simonetta gestiscono insieme. «La Morza è il nome di una piazzetta di Casette – racconta Daniele Ciuffi – un tempo in quella stessa piazza vi era un alimentari di una signora che è venuta a mancare qualche anno fa. Non ha più riaperto e sognavo di rimetterlo in attività io. Purtroppo non è stato possibile così mi sono spostato di qualche chilometro e sono venuto a Canevara, anche se Casette è il luogo in cui nascono le mie radici perché sin dal 600 lì hanno abitato i miei antenati».

Dell'apertura della gastronomia si è subito sparsa la voce e i residenti delle frazioni montane hanno accolto con gioia questa novità. In tanti durante l'intervista entrano nella gastronomia, ordinano e se ne vanno. Nel giro di qualche giorno sembra che quel nuovo negozio sia già diventato un punto di riferimento. «Vendiamo prodotti locali: formaggi della Garfagnana, salsicce di Adò, torte nostrane come quella di Erbi. E poi ovviamente pane, carne, pesce». Tutto alla Morza è al proprio posto e sia Daniele che Simonetta sono contenti di come stanno andando le prime settimane di lavoro. «La nostra – racconta Simonetta – non è stata un'apertura improvvisata. Abbiamo trascorso l'ultimo anno a organizzare, ristrutturare e risistemare il fondo. Tutto lo sforzo però sembra è stato ripagato da queste giornate che ci hanno riempito di soddisfazione».

C'è chi chiude, chi apre e chi unisce la passione per i sapori locali all'amore per la propria terra. Come fanno Daniele e Simonetta. «Sono contento perché non si tratta di una semplice apertura - continua Ciuffi - per chi come me è rimasto a vivere in montagna questo è un sogno». —

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