Il Tirreno

Accademia, tesi di laurea in Comune. «Troppa gente». Polemiche e un esposto

Luca Signorini
Accademia, tesi di laurea in Comune. «Troppa gente». Polemiche e un esposto

Insorgono le opposizioni: «Violate le indicazioni del Governo». Il sindaco: «Misure anti-virus rispettate». Poi arriva la polizia

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Carrara. La tesi di laurea con la polizia in uniforme. Sulla sedia fuori da una saletta consiliare c’erano un rotolo di scottex, una boccetta di alcool e delle salviette igieniche. Timori per un assembramento di persone che fumano e scattano foto in piazza 2 Giugno, nel piazzale sotto il Comune. E scatta la polemica in tempi di terrore da coronavirus.

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Mattinata agitata dalle parti del municipio, non che le altre siano da meno, perlomeno negli ultimi giorni. Una sessione di laurea non rinviabile, con l’Accademia di Belle Arti chiusa fino al 15 marzo come le altre università italiane, trasloca per gentile concessione all’interno del palazzo comunale. Apriti cielo. I quattro studenti esaminandi se lo sono sudato quel foglio di carta. Insorgono le opposizioni, pronte sul posto alle 9,30 di ieri per evidenziare al sindaco che qualcosa non andava e che quella sessione non s’aveva da fare, non in quel luogo.

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Per esempio Massimiliano Bernardi, di Alternativa per Carrara: «Faremo sicuramente un esposto alla Procura della Repubblica - afferma - ha sbagliato in pieno chi ha autorizzato lo svolgimento della sessione di laurea in Comune. La cosa è gravissima, non si mettono a rischio le persone intervenute e i dipendenti pubblici in quel momento a lavoro. Hanno scambiato il Comune per l’Accademia commettendo delle violazioni al decreto legge emanato dal Governo per contenere il virus, e secondo noi il sindaco è imputabile per abuso d’ufficio».

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Aggiunge Nicola Pieruccini, capogruppo della Lega: «Per fortuna sono arrivato io con la polizia, non c’era nessun incaricato che controllava gli accessi dentro il Comune. C’è stato un incauto affidamento degli uffici comunali. I professori erano gomito a gomito, sono state chiaramente disattese le disposizioni di legge. Una quindicina di persone erano sulla balconata dentro il municipio, un’altra ventina era fuori. Così non va bene. Poi mi ha fatto ridere lo scottex e la salviette su quella sedia. L’attività didattica può essere fatta in remoto, questa sessione di laurea doveva essere rinviata».

La posizione del sindaco.

Si difende il sindaco Francesco De Pasquale: «Nell’ottica di una proficua collaborazione tra enti, l’amministrazione ha così dato supporto a Palazzo del Principe che per problemi legati alla didattica e al personale, non aveva la possibilità di organizzare la sessione nella modalità abituale. Per evitare disagi agli studenti, quindi, il Comune di Carrara ha messo a disposizione i suoi spazi, garantendo contestualmente il rispetto delle misure di contrasto alla diffusione del Coronavirus indicati nel Dpcm del 4 marzo 2020 e disposizioni successive. Da sindaco e anche da insegnante sono stato ben lieto di andare incontro alla richiesta dell’Accademia e dei suoi studenti. Abbiamo dato la possibilità a questi laureandi di portare a compimento il loro percorso nei tempi previsti, un risultato importante per loro e per le loro famiglie. A loro vanno i miei complimenti. La sessione si è tenuta nel rispetto delle norme diramate per contenere la diffusione del Coronavirus. Colgo l’occasione per richiamare tutti a non creare falsi allarmismi e a rispettare le norme igienico sanitarie diramate dal governo a tutela della salute propria e degli altri», ha chiuso De Pasquale.

Poi il presidente dell’Accademia di Belle Arti, Antonio Passa: «Ringrazio per la collaborazione instaurata già da tempo con l’amministrazione comunale, il sindaco, la città di Carrara e tutti quelli che hanno collaborato alla organizzazione degli esami finali di tesi del nostro prestigioso istituto». Interviene anche Andrea Raggi, assessore e membro del Consiglio di amministrazione dell’istituto di via Roma: «Chi fa polemica è una persona irresponsabile, si tratta di uno sgradevole tentativo di rovinare la giornata a uno studente che sta per laurearsi e terminare il suo percorso di studi. Non ci aspettavamo che qualcuno montasse questo caso, ci dispiace molto».

Secondo Raggi, nessuna disposizione anti-virus è stata violata, «nella saletta, grande 30 metri quadrati con capienza inferiore ai dieci posti, c’erano sette persone, sei professori e lo studente laureando, che hanno mantenuto la distanza di sicurezza pari ad almeno un metro l’uno dall’altro. All’esterno del Comune, poi, c’erano una ventina di persone, ce ne sono di più in un normala giornata qui in Comune». Raggi conferma anche che i matrimoni e le cerimonie civili vanno avanti, «con senso di responsabilità e senza assembramenti di persone». 

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