Il Tirreno

Il lutto/1 

L’addio a Cesare Frugoli imprenditore dell’innovazione

Cesare Frugoli
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Cesare Frugoli

Se ne va a 85 anni, ha cercato marmi e graniti ed esportato macchine in tutto il mondo. L’omaggio di Confindustria e il ricordo dell’amico di una vita, Emilio Cucurnia

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Carrara. Il mondo imprenditoriale apuano e non solo è in lutto per la scomparsa di Cesare Frugoli, 85 anni. Come sottolinea una nota di Confindustria, la comunità perde «uno dei protagonisti del periodo della Ricostruzione e dello sviluppo del secondo dopoguerra».. «Conseguita la Laurea in Economia e Commercio prese presto le redini dell’azienda familiare fondata dal nonno nel 1898. Sotto la sua guida la storia della Frugoli Macchine ha viaggiato di pari passo con le maggiori innovazioni della segagione dei marmi bianchi e colorati e, successivamente, dei graniti. Cesare - si fa notare - è stato un imprenditore versatile ed innovativo, molto attento ai fattori tecnico organizzativi ed aperto ai mercati mondiali.

Combinava il carattere di persona pacata con una spiccata impronta imprenditoriale, doti che ha riversato nella propria azienda creata per lavorare, oltre ai marmi locali, il perlato siciliano, i marmi colorati e i graniti che è andato personalmente a ricercare in Africa, in Sud America, in Iran, in Pakistan ed in molti altri Paesi. Negli anni ’60 fu tra i primi protagonisti del capitolo della storia manifatturiera locale legata alla ricerca di giacimenti di pietre nel mondo e alla loro trasformazione. Aprì il primo impianto di trasformazione di granito nello Zimbabwe che ancora oggi, sotto altri proprietari, continua ad essere un’eccellenza di quel Paese. Rispettato da tutti per lo stile signorile, per due decenni ha partecipato attivamente alla vita associativa di cui era un convinto sostenitore; con Giancarlo Caro e Corsello Corsi è stato per molti anni ai vertici dell’Associazione Industriali e dell’Ugima, cariche che ha ricoperto con generosità e discrezione».

Confindustria Livorno Massa-Carrara, «nel rendergli l’omaggio che merita per la brillante carriera imprenditoriale e per il non meno esemplare senso civico, abbraccia la figlia Chiara e il genero Erich Lucchetti», presidente di Assindustria apuana». Cesare Frugoli lascia anche un’altra figlia, Carolina, che vive a Milano (è sposata con l’avvocato Colvara) e cinque nipoti.

A ricordarne le doti umane e professionali è anche l’amico di una vita, il presidente del Club Nautico di Marina Emilio Cucurnia: «Ci siamo conosciuti 80 anni fa... abbiamo fatto insieme le elementari con la maestra Lodovici, le Medie, il Liceo Classico Repetti che era ancora in centro a Carrara, l’Università, Economia e Commercio; in classe con noi al Repetti c’era per esempio Francesco Ratti, poi diventato un luminare in campo scientifico, l’avvocato Francia e molti altri; di greco e latino avevamo il professor Tonelli, preside Da Milano. Cesare - aggiunge - è sempre stato bravo a scuola, preparato, e così anche all’Università». Una grande amicizia, come quelle che nascono sui banchi di scuola e, nel caso specifico, proseguono anche con il lavoro: «Facevamo entrambi Economia e Commercio, a Pisa, e siamo entrati a lavorare nella sua azienda di famiglia Frugoli ancor prima di laurearci, nel 1960; per un periodo, siamo stati studenti-lavoratori. Io - specifica Emilio Cucurnia - mi occupavo principalmente della segheria, mentre Cesare seguiva in particolare le macchine, la sede era dove adesso c’è l’Esselunga; io sono andato in pensione nel 2002, lui ha continuato a dare una mano all’azienda del figlio».

Un’amicizia a tutto tondo, che si è trasferita anche al Club Nautico: «Il padre di Cesare, Mario Frugoli, è stato fra gli ideatori e promotori del Club, nato 67 anni fa; i primi due presidenti furono il dottor Serri e Sergio Vatteroni, poi Mario Frugoli ne divenne presidente per venti anni; il suo successore fu Piero Telara e poi io, ormai quasi 40 anni fa. Mario era il presidente, e Cesare un ottimo velista, infatti partecipò anche agli Europei e ai Mondiali; uno sportivo a tutto tondo, un imprenditore di grandi idee, e una persona alla mano. Io perdo un grande amico, certamente la perdita più grave è per la famiglia e i suoi congiunti, ma credo che anche alla città mancherà una persona di questa levatura».

I funerali si terranno domattina, lunedì alle 9.30 nella chiesa parrocchiale della Perticata. —
 

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