Il Tirreno

E c’è chi non rinuncia a viaggiare «Ma arrivano disdette fino a luglio»

Libero Red Dolce
E c’è chi non rinuncia a viaggiare «Ma arrivano disdette fino a luglio»

Giannetti (hotel Eden) racconta di una crisi turistica drammatica. «Rita e Wilhelm clienti da premio»

3 MINUTI DI LETTURA







Una foto come tante in questi giorni può assumere il valore di uno scatto “dal fronte”. Rita e Wilhelm sono ritratti in piedi all’hotel Eden di Cinquale, abbracciati alla proprietaria Sabrina Giannetti. Sono arrivati negli ultimi giorni di febbraio, quando l’epidemia da Coronavirus raggiunge il suo picco sui media. Hanno deciso di confermare il viaggio. Di Sabrina si fidano, vengono qui da anni. E lei li ringrazia: «Clienti da premio». Poi spiega del maremoto che sta travolgendo il settore: «Purtroppo non è cosi per tutte le prenotazioni disdette, per tutte le cancellazioni che da qualche giorno hanno superato il mese di luglio».

Un colpo di starnuto può fare crollare un hotel. Tanti colpi di starnuto un intero settore. «In tanti anni di lavoro non so che cosa aspettarmi», commenta Giannetti. Non è una novella del mestiere. Lo fa da anni, è presidente per la costa apuana di Federalberghi e il suo Eden è una delle strutture che grazie al lavoro, alla cura e all’attenzione posta in questi anni sta meglio reggendo alla crisi che da anni desertifica la costa. «In tanti anni di lavoro non so che cosa aspettarmi. È peggio del 2001 con le Torri Gemelli. Peggio del 1996 con l’alluvione in Versilia. Riguarda tutti e fa più paura. E soprattutto non si riesce a capire quanto durerà», racconta.

«Rita e Wilhelm vengono qui da anni. E ogni tanto ritornano, in cerca di tranquillità e relax. Ci hanno detto che poco prima di partire hanno avuto forti pressioni dai loro parenti per disdire il viaggio. Io ho parlato con loro, li ho rassicurati circa la situazione. Senza fare alcuna pressione. A chi ci chiama per disdire non chiediamo la caparra, nemmeno quando ne avremmo diritto. Non ritengo che sia questa la cosa importante».

Rispetto ai primi dieci giorni dalla scoperta del focolaio lombardo e dei controlli che diventano sistematici la situazione è cambiata. Il punto di svolta è il nuovo decreto del governo che, tre le altre misure, ha disposto la chiusura delle scuole fino al 15 marzo. Notizia che ha avuto una eco straordinaria fuori dall’Italia, rafforzando la percezione del rischio connessa alla permanenza nel nostro paese. «Le prime disdette sono arrivate durante gli ultimi giorni del mese di febbraio. Circoscritte all’immediatezza, penso alla fiera del Tirreno Ct. Febbraio non era un mese iniziato male, dava buoni segnali. Ora sta avvenendo che le disdette stanno superando i periodi di attesa. Noi immaginavamo di perdere i mesi di marzo e aprile, mesi di attesa. Ora stanno superando questi mesi».

Ora c’è da fronteggiare il futuro. «Chi ha già aperto deve affrontare delle spese. Altri non sono ancora aperti e stanno valutando se rimandare. Purtroppo la Pasqua è persa. Bisognerà pensare a delle misure, sia locali che nazionali, per fronteggiare la situazione. Il turismo è una macchina che funziona con una certa pressione. Per ora è calata, ma non sarà immediato, alla fine dell’emergenza, ritornare a quel livello. E la transizione può essere molto dura». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa