La manifestazione
Commercio in ginocchio: «Tornate a comprare»
L’appello disperato di un gruppo di commercianti del centro storico di Massa «I cittadini pensano che siamo chiusi, invece li aspettiamo per non scomparire»
Essere commercianti al tempo del coronavirus: per strada nessuno, negozi vuoti, telefonate allarmanti, paura del contagio.
Non è facile in queste settimane per i titolari dei negozi del centro storico di Massa. Gli ultimi 21 giorni sono stati molto duri, dopo la scoperta dei casi positivi in Provincia e delle quarantene volontarie e non. Tutti si sono rimboccati le maniche, hanno addobbato a primavera le loro vetrine, hanno sorriso a qualche passante, invogliandolo ad entrare. Poi però sono iniziati i provvedimenti nazionali di chiusura delle scuole, delle biblioteche e dei centri ricreativi, ed è stata annullata ogni tipo di manifestazione, di evento e spettacolo. Così, anche i negozianti del centro storico di Massa hanno cominciato a ricevere strane telefonate: «Siete aperti? È vero che è tutto chiuso a Massa? Quando riaprirete?».
Insomma, un disastro, contro cui la buona volontà degli operatori del settore non sta avendo effetto. Da qui l’appello, accorato, di buona parte dei commercianti.
«Siamo in ginocchio – inizia Francesca Iardella di Mood, negozio di abbigliamento in via Ghirlanda – Non ho mai visto la mia città così. Mi sembra terremotata. Chiediamo ai nostri concittadini di tornare a comprare nei piccoli negozi del centro, per non affossarci del tutto. La gente ha pensato che fossimo chiusi, e questo è stato deleterio. Vogliamo far sapere a tutti che siamo aperti, che seguiamo le direttive sulla prevenzione come ci è stato detto di fare, e che vogliamo sopravvivere a questo momento difficile. Ma per farlo abbiamo bisogno di loro».
Adriana Ceccarelli, che lavora a Massa con il suo negozio di moda dal 1982, racconta al Tirreno di non aver mai vissuto una situazione così: «È come se ci fosse il coprifuoco – dice – strade deserte, nessun cliente; tra di noi usciamo fuori e ci guardiamo sconsolati. Anche qui hanno chiamato per sapere se fosse vero che i negozi a Massa avrebbero chiuso fino alla metà di marzo. Una notizia falsa che ci ha fatto capire quanto fosse grave la situazione. Non possiamo permetterci di chiudere per settimane. Non riusciremmo più a risollevarci». Un aiuto i commercianti di Massa lo chiedono anche all’amministrazione massese: «Va da sè– dice Francesca Iardella– che noi abbiamo continuato a pagare le nostre tasse e ci sono scadenze vicine. Ma non per colpa nostra abbiamo avuti i negozi vuoti. Forse il Comune dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza, pensare a qualche sgravio o a permetterci di posticipare qualche pagamento». C’è anche Luca Orlandi, parrucchiere di via Ghirlanda: «Le mie clienti sono più titubanti– ci dice– Gli appuntamenti sono diminuiti. Capisco la paura, ma mi sento di tranquillizzare le mie clienti. Ho sempre preso su appuntamento per evitare gente accalcata in negozio e oggi sto ancora più attento; le mie poltrone sono già ad un metro di distanza le une dalle altre. Abbiamo bisogno che la gente torni in città a fare quello che faceva prima, magarti con più accortezze. Se chiudessimo per il coronavirus, non sarebbe soltanto per due settimane. Per noi sarebbe impossibile rialzarci da un colpo del genere». Parla anche Cristina Bonfigli del negozio di animali sempre in via Ghirlanda: «Non ho mai sentito la crisi come in queste settimane. Qui un po’ di clientela c’è sempre, ma la paura di uscire di casa ha fatto danni anche a me. Non lasciateci soli». —
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