La manifestazione
Chiude il “Giardino di Giada” «Vogliamo ridurre il rischio»
Il ristorante cinese più famoso di Aulla non ha resistito al coronavirus. Zero clienti. La chiusura è prevista per ora fino al 19 marzo
AULLA Al principio dell’emergenza coronavirus, ad inizio febbraio, il ristorante “Il giardino di Giada” di via Resistenza, aperto dal 1998, alla cui guida c’è l’imprenditore Qiu Yixiao, che tutti chiamano Luca ad Aulla, aveva patito un calo della clientela del 90%.
Significa che se un mese prima c’erano state cinquanta persone sedute ai tavoli, a inizio febbraio ce n’erano cinque. Ora, purtroppo, non c’è più nessuno seduto ai tavoli del ristorante cinese. Infatti, la resa della storica attività commerciale con gli occhi a mandorla, una resa che dovrebbe essere temporanea, è ben testimoniata dal manifestino che è comparso sulla porta a vetri di ingresso al ristorante.
Così recita il manifestino: “Chiusura straordinaria!!!! Gentili clienti, negli ultimi giorni siete certamente venuti a conoscenza della situazione relativa al contagio da coronavirus e delle relative misure contenitive messe in atto in tutto il nord Italia. Quindi, abbiamo deciso che resterà chiuso dal 4 marzo fino al 19 marzo. Lo abbiamo fatto innanzitutto per tutelare sia i nostri clienti che i nostri dipendenti, e per dare un contributo alla nostra comunità nel ridurre al minimo il rischio di diffusione del nuovo virus. Augurandoci che la situazione ritorni alla normalità nel più breve tempo possibile. A presto”.
A firmare è lo staff de “Il giardino di Giada”, formato dalle sei persone che lavorano nel ristorante.
E pensare che questa attività si è insediata ben 22 anni fa ad Aulla ma, evidentemente, la qualità del servizio che è sempre stato offerto in questi anni non è bastato a tranquillizzare la clientela. Ricordiamo che a inizio febbraio, quando la crisi al ristorante cinese si stava facendo pesante, una signora aullese, molto conosciuta, vi aveva organizzato una cena per cercare di venire incontro ai suoi titolari. Il problema è che la signora era riuscita a coinvolgere solo otto persone alla cena di solidarietà e vicinanza. Un numero non certo alto, la spia di una situazione già complessa e difficile. La speranza è che non sia una chiusura definitiva e che Il giardino di Giada possa tornare a cucinare cinese.—
Gianluca Uberti
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