Gioco
Gli studenti cinesi contro la prof: «Quelle dichiarazioni erano razziste verso di noi»
Alcuni studenti cinesi tornano sulla vicenda delle mascherine in aula. «Amiamo questo Paese, la sua cultura, non devono esserci discriminazioni»
Carrara. Un gruppo di studenti cinesi dell'Accademia di Belle Arti non ci sta: «Dichiarazioni di natura razzista nei confronti degli studenti cinesi». Alcuni studenti cinesi dell'istituto cittadino a distanza di qualche giorno tornano sull'episodio di cui abbiamo già scritto, relativo al messaggio di una docente per l'uso della mascherina in aula.. A cominciare dal tardo pomeriggio di lunedì su Facebook ha iniziato a circolare infatti un lungo messaggio di un gruppo WhatsApp di un corso dell’Accademia di Belle Arti. Uno screenshot, in gergo. Un messaggio della docente di decorazione che su WhatsApp rispondeva alla richiesta di alcuni studenti cinesi di partecipare alle lezioni soltanto con guanti e mascherine.
Il messaggio, però, ritenuto offensivo da uno degli studenti cinesi, è stato pubblicato su Facebook: «Gentili studenti cinesi – comincia – mi sembra a dir poco paradossale, se non offensivo, che proprio il paese da cui è partito il virus, o perché trasmesso da animali che voi mangiate vivi, o perché partito da un laboratorio, e che ha bassissime condizioni igienico-sanitarie, possa lontanamente compararsi con l'Italia». E ancora, tra gli altri passaggi: «In tutte le altre scuole gli studenti italiani e stranieri stanno andando senza guanti e senza mascherine. Io non intendo contribuire ad alimentare il panico nella mia aula».
Questi alcuni punti dalla conversazione resa pubblica. Successivamente erano arrivate le precisazioni da entrambe le parti; con la prof che aveva parlato di fraintendimenti, per via della traduzione, e di «ironia» provando a contestualizzare le sue parole: «In queste settimane gli studenti sono stati bombardati da fake news. Capisco la paura, ma ho cercato di far capire loro che le mascherine non erano utili per le persone che non hanno contratto il virus. Per farlo ho utilizzato l'ironia», ci aveva detto a tal proposito. Sembrava dunque l'epilogo di quello che avevamo definito come un “incidente diplomatico” terminato con le scuse e i chiarimenti.
Tuttavia dopo 48 ore alcuni studenti, sono tornati prontamente sulle «dichiarazioni di natura razzista nei confronti degli studenti cinesi» della docente. «Siamo qui per studiare, amiamo questo paese, la sua cultura, le sue persone e i suoi paesaggi, però crediamo che nelle scuole italiane non ci debbano essere discriminazioni di alcun tipo – ci spiegano gli studenti, che preferiscono non fornire i loro nominativi –. Queste cose non hanno niente a che fare con l'insegnamento. All'Accademia ci sono studenti di tutto il mondo e ognuno deve ricevere lo stesso trattamento e lo stesso rispetto. Altrimenti diventiamo come quelli che hanno diffuso il video della “Coronapizza”», fanno notare.
Uno dei temi che sentono maggiormente, aggiungono, è quello che riguarda il libero utilizzo della mascherina in aula e che era al centro dell'episodio e della corrispondenza nata all'interno di WhatsApp. Poi si passa direttamente all'Accademia, all'istituto, a cui chiedono di far luce su quanto successo perché, aggiungono, «tutti hanno diritto di scegliere se indossare la mascherina. L'Accademia deve essere un luogo con un rapporto amichevole tra studenti e docenti». E ancora: «La replica della docente? Che ironia, tanti amici italiani che hanno letto dicono che è stato un messaggio offensivo, non si può scherzare in questo periodo. Ora collaboriamo tutti insieme per combattere il virus», concludono, non prima però di evidenziare anche dei ritardi nella consegna degli attestati al termine della Summer School. —
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