Il Tirreno

la cgil risponde alle accuse 

Cup, guerra tra sindacati «La Cisl ci diffama, li portiamo in tribunale»

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massa. Scontro tra Filcams Cgil e Fp Cisl sulla questione delle stabilizzazioni dei lavoratori del Cup. All’accusa del segretario della Fp Cisl Enzo Mastorci, che aveva ventilato accordicchi tra sindacato e azienda, replica piccata la Cgil.

«Occorre precisare alcuni aspetti rispetto alle offese e dichiarazioni fatte dal segretario. In primo luogo la Filcams Cgil smentisce in modo categorico di aver fatto “accordicchi ad personam” , posto che un tale atteggiamento non sta nelle corde del nostro fare sindacato. Al contrario la Filcams Cgil ha da sempre ricercato soluzioni affinché tutti i lavoratori e lavoratrici del servizio Cup potessero vedersi stabilizzate quelle ore che da tempo svolgono in supplementare. A dimostrazione di quanto detto, ci siamo rifiutati di sottoscrivere un accordo sindacale con le aziende per la stabilizzazione di parte delle ore supplementari, in quanto quell’accordo non avrebbe garantito tutte le ore effettivamente svolte dalle lavoratrici/tori, mentre la nostra organizzazione sindacale, come detto, aveva richiesto un allineamento delle ore da stabilizzare a tutto il personale».

Continuano: «Come le altre organizzazioni sindacali, anche noi abbiamo appreso dagli elenchi ricevuti da Rekeep e Cooplat l'orario del personale oggetto del prossimo cambio di appalto e le sue variazioni. Sia ben chiaro quindi che la Filcams Cgil non ha mai stipulato accordi segreti. E ancora, per rispondere, nel settembre del 2019 la Filcams Cgil ha comunicato e deciso che non avrebbe aderito allo scioperdo dichiarato dalla FP Cisl, in quanto non vi erano le condizioni per poterlo sostenere e non certo per i motivi a cui allude il segretario».

Alla fine annunciano querela. «Non permettiamo al segretario della FP Cisl di gettare fango sulla nostra Organizzazione Sindacale, di parlare di comportamenti scorretti e di mancanza di rispetto verso chi lavora.Così si strumentalizza una situazione già di per se complicata. Per tutti questi motivi abbiamo dato mandato ai legali della Cgil di procedere giudizialmente per tutelare l'immagine e il buon nome della nostra in ogni sede, compresa quella penale».



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