Sicurezza
«Così tuteleremo anche le acque»
I 5 Stelle commentano l’esito della commissione marmo «I Pabe proteggeranno sorgenti e ravaneti utili»
Carrara. Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle analizza l’esito della Commissione consiliare Marmo che ha ospitato associazioni che operano nel campo della tutela ambientale, per ascoltare contributi e posizioni degli interlocutori sul regolamento sulla concessione degli agri marmiferi.
«È stato un momento importante - si fa notare - per ribadire quanto a livello ambientale è trattato dai Pabe (Piani dei bacini estrattivi) e sarà regolamentato quando questi diverranno esecutivi, come ad esempio i ravaneti. Per la prima volta è stato fatto uno studio individuando quelli che hanno effetto spugna e vanno tutelati per la sicurezza idrogeologica della città. Quando entreranno a regime i Pabe inoltre, ogni cava dovrà, entro 6 mesi, individuare i ravaneti presenti nel proprio mappale e definire gli interventi atti a metterli in sicurezza attraverso un progetto che sarà validato dai soggetti controllori. Le cave a pozzo dismesse, per le quali prevediamo il divieto di riempimento al fine di garantire la funzione di casse di laminazione, ossia di contenitori che riempiendosi durante eventi piovosi intensi e rilasciando l’acqua gradualmente, garantiscono una tutela della città. Abbiamo previsto inoltre che le cave dismesse possano essere valorizzate permettendone la rivalutazione a fini turistici, e che siano tutelati i percorsi e le infrastrutture esistenti». E ancora: «Tutela delle creste e dei crinali: sono state individuate nei Pabe aree di tutela per evitare l’avvicinamento delle lavorazioni alle creste e crinali, prevedendo la lavorazione possibile solo in galleria per evitare che si creino condizioni di instabilità degli stessi. Per quanto possibile, anche all’interno delle aree che per le norme sono definite industriali e nelle quali si può lavorare, sono stati inseriti vincoli che possono garantire la tutela di particolari aree che siano sostenibili anche davanti a contestazioni, e che siano quindi chiari, precisi e non malleabili nè modulabili. Argomento sul quale vogliamo ribadire la massima tutela è il tema delle acque e la sua gestione nel processo di lavoro. Bene, di questo non si parla nel regolamento agri perché il documento competente sono di nuovo i Pabe».
Tutela delle sorgenti.
I 5 Stelle spiegano: «Proprio qui abbiamo inserito la tutela delle sorgenti, andando a definire aree di tutela che vanno ben oltre quanto previsto dalle normative superiori, con tutele crescenti all’avvicinarsi della lavorazione alla sorgente, prevedendo che nessuna lavorazione sia possibile entro 300mt di distanza da una sorgente.
Per quanto riguarda invece la gestione delle acque di lavorazione e dilavamento, molte azioni sono state previste nei Pabe e sono indirizzate a garantire la raccolta delle acque di lavorazione attraverso cordolature che le portino all’interno di vasche di decantazione, ivi comprese anche le acque per il lavaggio dei piazzali. È richiesta la sigillatura di tutte le fratture dei piazzali, in modo che non vi siano infiltrazioni. Per le strade di arroccamento viene prevista la creazione di canalette di scolo e vasche di decantazione, atte a raccogliere l’acqua piovana e decantare la presenza di marmettola, prevedendo adeguata pulizia».
«A queste attenzioni si aggiungono le azioni che stiamo mettendo in atto con la tracciabilità, che permetterà di individuare le caratteristiche di ogni blocco che viene prelevato dal monte, attraverso l’uso di una intelligenza artificiale che in questo momento è avviata alla fase di raccolta dati. Quando sarà operativa ogni blocco sarà inequivocabilmente assegnato alla cava di provenienza e il materiale sarà inequivocabilmente identificato. L’azione in atto nei riguardi del marmo è a 360 gradi, ed è volta a garantire la tutela ambientale, la tutela delle acque, la definizione delle norme di settore in capo al Comune». —
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