Il Tirreno

la raccolta firme di confcommercio 

I commercianti chiedono lo stop a tributi e bollette

I commercianti chiedono lo stop a tributi e bollette

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massa-carrara. Tre mesi di respiro per i danni previsti al turismo e in genere alle attività. Questo il senso esplicito della raccolta firme di Confcommercio che chiede aiuto per le conseguenze del virus. Anche se di focolai in provincia non ce ne sono.

«Con senso di responsabilità Confcommercio ha evitato sinora, in questi giorni e settimane così confusi dal punto di vista mediatico e sociale per l’esplosione del caso – coronavirus, di intervenire pubblicamente – pur prendendo parte a tutti gli incontri istituzionali sia a livello locale che regionale, facendo sentire la sua voce - in attesa di capire meglio la piega che avrebbe preso questa vicenda», scrivono.

L’associazione di categoria spiega le sue preoccupazioni. «Confcommercio guarda con grande preoccupazione e al tempo stesso con la massima determinazione alle gravissime ricadute che la psicosi da Coronavirus sta provocando alle imprese del territorio. Ricadute ancora più gravi per città come Massa e Carrara che hanno anche una vocazione turistica. E che di fronte allo stop del turismo, vede bloccato improvvisamente e in modo violento il tessuto economico e produttivo. Ecco perché Confcommercio darà vita a partire da oggi a una raccolta di firme fra i commercianti, aperta naturalmente anche agli altri cittadini, con la quale chiedere la sospensione immediata e per un periodo di almeno 3 mesi – da rivalutare ed eventualmente prorogare, nel caso l’emergenza non fosse ancora rientrata - dell’obbligo di pagamento per le attività commerciali del centro storico e di tutti i quartieri esterni di tutte le utenze (luce – gas – acqua) e dei tributi, senza more né interessi aggiuntivi»

«Il commercio in tutte le sue forme attualmente è fermo – scrive il presidente provinciale di Confcommercio Giuseppe Pieretti - e si tratta di un elemento oggettivo e non discutibile. Le imprese non hanno liquidità per far fronte alle scadenze e alle spese correnti. Non sospendere utenze e tributi sino alla fine dell’emergenza significa uccidere migliaia di attività e far saltare migliaia di posti di lavoro. In palio c’è un intero tessuto produttivo e sociale e nessun ente, dai Comuni fino ai livelli più alti può far finta di ignorarlo». —

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