Il Tirreno

Scrive post su Salvini: pioggia di minacce e insulti

Libero Red Dolce
Il post con collage di foto pubblicato sulla pagina di Salvini
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Il post con collage di foto pubblicato sulla pagina di Salvini

Prima pubblica la frase infelice, poi finisce sulla bacheca del leader leghista 

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Un cittadino qualunque, Massimo Bigini, ha scritto sul proprio profilo Facebook una frase maldestra, fraintendibile riguardo l’ex ministro Matteo Salvini e ora si ritrova a fronteggiare una grandinata d’insulti e minacce scatenati dalla pubblicazione del suo post sul profilo pubblico del leader della Lega. Una frase infelice, scambiata per un invito alla violenza, viene ricambiata, in un grottesco contrappasso, da un numero smisurato di post di minacce e ingiurie molto duri.

Bigini è un avversario mediocre per un peso massimo come Salvini. Mike Tyson contro Woody Allen sul ring. Ha però un pregio, che la comunicazione leghista coglie subito: è stato candidato consigliere comunale con Potere al Popolo. E ha una foto sul profilo che lo ritrae con il logo del partito di sinistra. «Quello che ho scritto, e mi rendo conto di essere stato ingenuo, è solo farina del mio sacco. Potere al Popolo non c’entra nulla».

Veniamo alla frase, cosicché si possa comprendere. L’improvvido Bigini scrive: «Ma se domani uno si alza e spara in testa a Salvini, perché ha rubato 49 milioni di euro dalle tasche degli italiani, che succede?». C’è di che saltare sulla sedia. Invito ad ammazzare Salvini rivendicato con i soliti toni da leone da tastiera?

No, soltanto una frase scritta in un italiano pessimo e con intenti provocatori ancora meno riusciti. Nasce infatti in un contesto, che è quello di una discussione online sulla vicenda del ragazzo di 15 anni ucciso dai colpi di pistola di un carabiniere fuori servizio durante un tentativo di rapina. Vicenda calda, polarizzante. E Bigini non fa eccezione.

Quale fosse il contesto lo spiega Bigini e lo confermano i post precedenti. «Stavamo discutendo con altri utenti e qualcuno a un certo punto è venuto fuori proponendo encomi e medaglie per il carabiniere che ha sparato. Io invitavo ad abbassare i toni, a pensare che se un ragazzo così giovane, che viene da una situazione di disagio e povertà muore in una situazione del genere la sconfitta è di tutta la società». E Salvini che c’entra?

Tecnicamente quello che scrive Bigini in logica si chiama dimostrazione per assurdo. Anche se ne è un pessimo esempio. Vediamo come avrebbe dovuto funzionare: manca la premessa, cioè la parte in cui Bigini avrebbe dovuto scrivere “se vi pare normale esaltare acriticamente chi uccide un ragazzo così, allora..”. Da lì il seguito. La premessa invece manca. O meglio, è in un post precedente. Perché Bigini, come tanti, è un cattivo comunicatore.

Il suo post però, quando viene pubblicato sulla bacheca di Salvini, è chirurgicamente isolato. Bigini appare minatorio, diversamente dai suoi intenti.«Si è scatenato un putiferio - spiega - e sono arrivati oltre diecimila messaggi d’insulti. Tantissime minacce. In privato mi hanno scritto che sanno dove abitano e verranno in gruppo. Io, lo ammetto, ho avuto paura, da due giorni non dormo. E ho denunciato, perché devo tutelare soprattutto le persone che mi stanno intorno». Nessuno dello staff di Salvini è intervenuto per moderare i commenti.
 

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