Sicurezza
Carrara, il Panathlon ricorda il presidente Righetti
È deceduto il 29 febbraio, aveva quasi 100 anii
Carrara. Il Panathlon Club di Carrara e Massa ricorda lo storico presidente onorario Amalio Righetti, scomparso alla fine di febbraio, da anni residente a Marina di Carrara. «Nato a Como il 9-7-1920 - si legge nella lettera del Panathlon - padre ufficiale dell'esercito, infanzia e gioventù a Venezia. Righetti frequenta l'accademia aeronautica di Pozzuoli, dove ottiene il brevetto di ufficiale pilota nel 1942. Dopo l'armistizio del 1943 viene catturato ed internato in campo di concentramento in Germania, dove è compagno di baracca con Giovanni Guareschi. Dopo la fine della guerra riprende il servizio come ufficiale dell'aeronautica e si sposa a Venezia con Amalia Scarpa, da cui ha due figli Silverio e Veniero. Prosegue la carriera nelle forze armate, raggiungendo il grado di generale di squadra aerea, assumendo il comando di diverse basi aeree tra cui Gioia del Colle, Istrana e comandante della difesa aerea nazionale con base a Ciampino. Viene chiamato anche a far parte dello stato maggiore dell'aeronautica vivendo vari anni a Roma dove svolge anche le funzioni di consigliere militare del presidente Gronchi. Dopo il congedo nel 1978 viene a vivere a Marina di Carrara, dove uno zio gli ha lasciato una graziosa villetta in via Rinchiosa. Diventa quindi carrarese di adozione. Fa parte del Panathlon club, diventandone presidente. Successivamente è parte attiva del club ed è presidente onorario, succedendo nel 2005 al compianto Giuseppe Giuseppini. E' anche presidente dell'aeroclub di Luni, continuando l'attività di volo, finché l'età non glielo impedisce. Entra a far parte come socio aderente dell'Accademia Aruntica di Carrara. Negli ultimi tempi con rammarico aveva dovuto rinunciare alla sua presenza nelle varie manifestazioni sportive e militari, rimanendo però idealmente sempre presente. Si è spento serenamente nella sua casa di Marina il 29 febbraio scorso a quasi 100 anni (li avrebbe compiuti a luglio) e per sua volontà non ha voluto manifestazioni pubbliche per il suo funerale, avvenuto in maniera riservata». —
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