Sicurezza
Rifiuti dal Lazio il sindaco risponde alle polemiche
MASSA. Il Cermec, consorzio ecologia e risorse di Massa e Carrara, continua ad essere al centro della diatriba politica che vede contrapposti il Partito Democratico e il centro destra. In consiglio comunale il sindaco di Massa, Francesco Persiani, è tornato sull'argomento dicendo che «la situazione è in evoluzione« e che l'amministrazione la sta monitorando. L'impianto potrebbe subire dei cambiamenti proprio a fronte dei malumori dell'amministrazione di Massa, ad oggi socio di minoranza di Cermec. La tensione negli ultimi giorni nasce a seguito della notizia dell'arrivo al Cermec di 4.500 tonnellate di rifiuti, nei prossimi 7 mesi, dal Lazio. Un passaggio previsto dal piano concordatario stipulato ormai anni fa per evitare il fallimento dell'impianto: «Un piano in scadenza - ha spiegato il sindaco - che è stato rinnovato senza il parere del Comune di Massa, al quale la decisione è stata solo comunicata». Da qui il malumore degli amministratori locali, che si sono sentiti tagliati fuori a causa, dicono, della loro appartenenza politica. Secondo il primo cittadino la questione sarebbe prettamente politica. E infatti l'appello che muove è rivolto ai soci del Comune di Carrara, ad oggi ente con la maggioranza delle quote di Cermec: «Che cosa intendente fare con l'impianto?» chiede all'amministrazione al di là della Foce. In consiglio l'opposizione ha invece contestato le parole di Persiani in merito alla sicurezza dei rifiuti trattati al Cermec: «Della Liguria mi fido - ha detto il sindaco - del Lazio non lo so». Il consigliere Uilian Berti (Articolo 1 Mdp) lo ha invitato a fare i dovuti controlli e a far valere le proprie quote per verificare il materiale trattato nell'impianto: «Altrimenti saremmo alla mercé dei rifiuti provenienti da ogni parte d'Italia», ha detto Berti. Secondo il consigliere Paolo Menchini (M5S) l'amministrazione dovrebbe pensare alle politiche che attua: «Ad Ersu andranno 9.000 tonnellate di rifiuti mentre qua ragioniamo a compartimenti stagni. Non è che stiamo attuando politiche che favoriscono gli altri comuni?». —C.P.
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