Il Tirreno

in commissione  

Da Legambiente al Cai il grido unanime: «Dovete fermarvi»

Luca Barbieri

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Carrara «Fermatevi: il regolamento è a misura delle imprese, non della collettività». Comincia così l'articolato intervento del biologo Giuseppe Sansoni, di Legambiente Carrara, in commissione marmo. Settimana di osservazioni, infatti, quella in corso, per la bozza del regolamento degli agri marmiferi. Ieri come prima seduta ecco gli esponenti di Legambiente, Cai (Club Alpino Italiano) e Italia Nostra; assenti quelli del Grig. Venerdì si bissa con gli industriali, i sindacati e vari enti. Ma andiamo con ordine, partendo dal primo incontro. «Le scelte compiute nel regolamento rivelano che la bussola utilizzata per la sua stesura non è stata l’interesse della comunità che, anzi, risulta sistematicamente subordinato a quello degli imprenditori», spiega Sansoni che aggiunge: «Il regolamento disciplina lo sfruttamento, da parte di privati, di beni della comunità carrarese, è preciso dovere del Comune disciplinare l’estrazione del marmo assicurandosi di ricavarne il massimo dei benefici per i cittadini e di ridurre al minimo i danni». Un commento che prima incassa l'endorsement dei membri del Cai, dopodiché viene dettagliato per punti: dall'aspetto di una filiera «da potenziare» alla tutela dei fiumi e delle sorgenti, passando per un «inaccettabile aumento della percentuale di detriti ammissibile» e una «insensibilità al rischio alluvionale generato dalle cave», senza dimenticare inoltre il nodo resa. E allora ecco arrivare l'appello: «Sappiamo che non sarà accolto, come fatto con le osservazioni precedenti, ma come abbiamo già detto alle precedenti amministrazioni: fermatevi, stiamo sprecando un'opportunità». Da Legambiente al Cai (che sottolinea la questione delle «cime in pericolo»), poi la replica di piazza Due Giugno affidata alla maggioranza e al vicesindaco Matteo Martinelli. «Per non far passare un messaggio sbagliato: certe norme tecniche sull'ambiente vengono disciplinate dai Piani attuativi dei bacini estrattivi. Uno strumento che adottiamo per primi, rivoluzionario e che, una volta diventato norma, metterà un punto su tanti aspetti, dai ravaneti alla tutela delle acque». Ma Sansoni chiude: «Le nostre osservazioni tengono conto anche dei Pabe». E dopo le associazioni, venerdì alle 15, la commissione marmo ascolterà le osservazioni di Confindustria, delle cooperative dei cavatori, delle associazioni degli artigiani, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, di Arpat, Asl e Inail. —

Luca Barbieri

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