Gioco
Recuperato senza vita il corpo del 66enne che domenica si è ribaltato con la canoa
Sergio Rosati, di Viadana, era 500 metri a valle dal punto dell’incidente sul fiume Taverone. Trovato dagli uomini del Sast
Sono gli uomini della stazione Carrara-Lunigiana del Soccorso alpino e speleologico, attivati dalla prefettura nella mattinata di ieri, a fare la tragica scoperta, intorno alle 15. Il corpo di Sergio Rosati, 66enne esperto canoista di Viadana (provincia di Mantova), si trovava senza vita sotto i flutti impressionanti del Taverone, 500 metri a valle dal punto dove l’uomo, nel primissimo pomeriggio di domenica, si era ribaltato con la sua canoa mentre scendeva l’agitato letto del fiume in un giorno di pioggia battente e di forte vento. Non semplici le operazioni di recupero del corpo, in una giornata dal tempo avverso e in un luogo così impervio in località Monti, nel comune di Licciana Nardi.
L’incidente è avvenuto nel tratto del torrente che va dall’ex Mulino della Gretta, dove si trova un ampio spiazzo utilizzato da sempre dagli appassionati canoisti per parcheggiare le automobili e recarsi al fiume (come al Ponte di Comano), alla località di Pontebosio. Domenica, insieme a Rosati, in un’altra canoa, c’era un trentenne di Brescia, Renzo Manenti, entrambi facevano parte di un gruppo arrivato in Lunigiana da Vigevano (Pavia) e appunto Brescia. Anche l’imbarcazione guidata da Manenti si è capovolta, ma l’uomo è riuscito ad aggrapparsi alla riva, a dare l’allarme per il compagno di avventura e a recarsi da solo al pronto soccorso dell’ospedale di Pontremoli, dove è stato curato per un lieve trauma cranico e poi dimesso nel giro di un’ora perché le sue condizioni non destava preoccupazione.
Di Rosati invece, dall’ora di pranzo di domenica, nessuna traccia. Il Taverone in piena se l’era portato via. La macchina dei soccorsi è scattata subito. Sono intervenuti sul posto i carabinieri di Pontremoli e i militari della stazione di Licciana Nardi. Sono poi stati allertati i vigili del fuoco, che hanno inviato sul luogo una squadra di sommozzatori in arrivo da Livorno e anche un elicottero Drago da Genova per sorvolare la zona dall’alto, sperando di rintracciare il 66enne disperso. Nel corso del pomeriggio è poi stata ritrovata la canoa utilizzata da Sergio Rosatti, subito posta sotto sequestro dai carabinieri: si trovava nella cosiddetta Strettoia del torrente, una gola appunto strettissima, ampia forse un metro, quando il letto del fiume misura in media una ventina di metri. Da subito si è temuto il peggio per Rosati, pur esperto di rafting, fondatore del Canoa Club di Viadana, in passato atleta vincitore di numerose competizioni e da tempo istruttore per giovani canoisti che partecipano a gare di livello internazionale.
Ma il Taverone - che sfocia nel Magra ad Aulla - non perdona. Le ricerche del 66enne si sono interrotte domenica all’imbrunire, l’uomo era ancora disperso. Sono riprese ieri mattina, nonostante le brutte condizioni meteorologiche, con la pioggia che non accennava a cessare. Poi la tragica scoperta del corpo senza vita. —
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