Sicurezza
Il museo Guadagnucci avrà il suo direttore. Il Comune apre il bando
Una figura che è mancata in tutti questi anni, da quando il museo fu inaugurato nel 2015. Procedura ad evidenza pubblica
MASSA. Il Comune di Massa cerca il direttore del Museo Gigi Guadagnucci. Una figura che è mancata in tutti questi anni, da quando il museo fu inaugurato nel 2015, in occasione del centenario della nascita di uno degli ultimi maestri del marmo. . Con un atto di giunta, l’amministrazione ha deciso di conferire un incarico professionale da “direttore del Museo Gigi Guadagnucci, con funzioni di curatore e coordinatore delle mostre organizzate ed allestite direttamente dal Comune di Massa”.
Il bando sarà pubblicato a breve sul sito del Comune e da quel momento sarà possibile visionare le caratteristiche, secondo l’amministrazione, dovrebbe avere il nuovo direttore. Una procedura ad evidenza pubblica, finalizzata all’acquisizione di candidature per il conferimento dell’incarico, che avrà durata annuale e sarà rinnovabile. L’idea, o la necessità che dir si voglia, nasce nell'ambito delle politiche di valorizzazione e promozione del patrimonio artistico e culturale, e per tentare di salvaguardare il Museo Guadagnucci, che si trova nel Parco di Villa Rinchiostra, appartenente al patrimonio dell'amministrazione comunale, troppo spesso dimenticato. Non solo: le maggiori critiche rivolte in questi anni alle amministrazioni comunali dai cittadini hanno riguardato il degrado di Villa Rinchiostra, poco idonea in quelle condizioni ad ospitare un museo di così grande pregio, e il fatto che per la maggior parte dei giorni lo stesso museo fosse chiuso al pubblico, poco frequentato, poco pubblicizzato. Il museo permanente dedicato all’opera diGuadagnucci, scomparso il 14 settembre del 2013, nasce come luogo per l’arte contemporanea. Le opere occupano il primo piano e il seminterrato della Villa dove sono esposte cinquantatré sculture di grande formato, in marmo statuario e otto dei bassorilievi “erotici” in marmo, onice e travertino iraniano. Eseguite tra il 1957 e il 2002, queste opere documentano l’intero percorso artistico del maestro, in un luogo raccolto dove manifestano tutta la loro forza espressiva. E adesso qualcuno si prenderà cura di loro. —
Manuela D’Angelo
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