Il punto a Partaccia: qualcosa si è salvato ma servono soluzioni
MASSA. Neanche il litorale dalla foce del fiume Lavello a quella del Ricortola è riuscito a salvarsi dalla recente mareggiata. Questo tratto di costa di circa 2 chilometri è divisibile in 3 blocchi, ognuno con le proprie diversità: dal rimessaggio Marchini alla Torre Fiat, da questa al Baracchino Rosso e dal Circolo della Vela fino a Casa Faci. La spiaggia della prima zona, secondo alcuni frequentatori, è uscita relativamente salva dall'erosione, grazie anche alla doppia fila di scogli frangiflutti; certo, dei legni sono arrivati sull’arenile, ma questi probabilmente si andranno ad accumulare sulla catasta di tronchi che da troppo tempo occupa parte della spiaggia libera. Dalla Torre Fiat al Baracchino invece le cose vanno diversamente: qua l’erosione non ha risparmiato gli interventi di ripascimento del giugno scorso, andando a formare il tipico scalino di sabbia, sulla riva, e ad estendere la tradizionale secca al centro della “piscina”, cioè lo specchio d’acqua compreso tra la scogliera e la spiaggia. Anche in questa zona un copione già visto: ricordate il flash-mob di “Gesù cammina sulle acque” nel luglio 2017?
L’ultima zona invece è caratterizzata da un litorale composto da sassi e ciottoli: il mare si è limitato a trascinare sul fondale le rocce sottostanti la strada a lato dell’Istituto. Questo è quanto accaduto nei giorni passati nel tratto che va dalla foce del Lavello a quella del Ricortola. Sappiamo tutti che la nostra costa è interessata da un endemico fenomeno di erosione della costa. Ciò è dovuto essenzialmente da cause antropiche, cioè umane: la cementificazione del litorale, il prelievo delle acque dai fiumi che ne riduce la portata e quindi il trasporto dei sedimenti, lo sbarramento delle stesse foci dovuta alla presenza di porti, la parziale distruzione della posidonia oceanica, flora marina che impedisce lo scivolamento delle sabbie verso le depressioni marine, giusto per citarne alcune. Ma proprio perché è risaputo, perché non si superano le soluzioni tamponee, si chiedono gli operatori e i cittadini?
Ivan Zambelli
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