Gioco
I marmisti disertano la fiera di Xiamen. «Meglio perdere soldi che rischiare»
Gli imprenditori apuo-versiliesi non si presenteranno all’evento in Cina, già slittato a giugno. «Andrà sicuramente deserto»
Massa-Carrara. Meglio buttare via dei soldi già versati (più o meno 20.000 euro a testa) che prendere un volo per la Cina. Anche se la mega fiera da 2.000 espositori è slittata di tre mesi: da marzo (lunedì 16-giovedì 19) a giugno (sabato 6-martedì 9). Anche se la 18ª China Stone Fair 2020 – la più grande al mondo dedicata alle macchine e agli utensili in pietra – si svolge a Xiamen, città sulla costa sud occidentale (di fronte a Taiwan) distante oltre 2.000 chilometri da Huan, il primo e più grosso focolaio del coronavirus, dove «i tamponi positivi sono solo 52, è una delle regioni meno colpite in assoluto». Poco importa.
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Gli imprenditori del marmo apuo-versiliesi non se la sentono di andare, né a giugno né (a quanto sembra) dopo. Andrà meglio nel 2021, forse. La Tc&T – società agente in Italia della organizzazione della fiera cinese – ha riunito i suoi clienti (in tutto venti per questo appuntamento) all’hotel Excelsior di Marina di Massa. Per capire come muoversi, per conoscere gli umori di capitani d’industria abituati a viaggiare per il mondo, non abituati però ad affrontare virus e contagi. E dunque fa lo stesso se la quota non verrà rimborsata. «Un conto è se la fiera venisse cancellata, ma con un rinvio il contratto firmato resta valido, dunque non ci restituiranno un centesimo. Se non andiamo, ci diranno: signori, ci dispiace. Purtroppo nel contratto non ci sono clausole a cui possiamo aggrapparci». È chiaro davanti agli imprenditori Cesare Tazzini, amministratore di Tc&T.
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Ma fa lo stesso. «Riflettiamo bene se partecipare a una fiera che rischia di andare deserta - hanno detto per esempio Nicola Fontanili dell’omonima azienda ed Elena Rosta di KeyStone - potrebbero esserci ulteriori problemi logistici e poi non ha senso metterla in calendario a giugno quando poi a settembre c’è MarmoMac a Verona». Hanno aggiunto Agostino Pocai di ItalMarble e Massimo Landi di Landi Group, che però a Xiamen andrebbero con Confindustria MarmoMacchine e non per il tramite della Tc&T: «Secondo noi ha poco senso andare, anche a giugno. Sarebbe comunque una perdita di tempo e di denaro».
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Gli imprenditori, in sostanza, non hanno preso una decisione definitiva ma, riservandosi «di vedere l’evoluzione futura del virus», hanno dato mandato a Tc&T di mettersi in contatto con le altre associazioni che rappresentano i paesi forti nella fiera di Xiamen (Brasile, Iran, Turchia, per esempio), «per fare massa critica così da avere maggior potere contrattuale, aprire un confronto per delineare una strategia e capire quale atteggiamento tenere». Con la proposta di «trovare un punto d’incontro con l’organizzazione per la partecipazione nel 2021, a un prezzo più basso rispetto alle edizioni precedenti».
Tazzini non cede alle speranze: «Ci giochiamo anche la partita futura, visto che a questa fiera c’è la fila. Dunque, gli allestimenti li faremo comunque, gli stand li posizioneremo, anche se le aziende decidessero di non presentarsi». Cartonati al posto delle persone, causa virus.
La “pattuglia” italiana alla Xiamen Stone Fair è tra le più importanti: un centinaio le aziende di solito presenti, almeno 25 dal nostro territorio, tra quelle gestite da Tc&T e quelle in carico direttamente a Confindustria MarmoMacchine. «Mi aspetto che anche Confindustria prenda posizione, perché in Cina la fiera la fanno con tutte le conseguenze del caso se non andiamo, a meno che non ci sia la rinuncia da parte di tutti», ha detto Cesare Tazzini, che venerdì sera nella saletta dell’Excelsior a Marina era accompagnato da Maria Emanuela Baruzzo, direttore commerciale di Tc&T, e da Marco Conti, in rappresentanza della partner cinese Yismes Exhibition Services. L’associazione di categoria si era espressa con il presidente del settore lapideo, Marco De Angelis, che non aveva messo in dubbio la partecipazione delle sue aziende associate alla grande esposizione in Cina del giugno prossimo. «Campeggerà l’importante collettiva del made in Italy settoriale», aveva sottolineato il titolare della Gda Marmi e Graniti di Massa.
Le aziende. Queste le venti aziende clienti della Tc&T - da Massa, Carrara, Versilia e Lucchesia - che hanno espresso la volontà di disertare l’expo del marmo a Xiamen: Red Graniti, Marmi Carrara, Campolonghi, Gemeg, Sagevan, Cave Michelangelo, Nicola Fontanili, Stoneval, Furrer, Marmi e Graniti d'Italia, Benetti Group, Bruno Lucchetti, Marmi di Vara, Be. Marmi, Essegra Int., Key Stone, Savema, Gbc Marmi, Henraux, Barsimarmi. —
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