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Futuro incerto alla Don Gnocchi «Pronti a scendere ancora in piazza»

Marco Landini
Futuro incerto alla Don Gnocchi «Pronti a scendere ancora in piazza»

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FIVIZZANO. Rimane ancora delicata la situazione che riguarda i lavoratori della struttura sanitaria Don Gnocchi, i quali «rimangono in apprensione poiché ad oggi ancora non è stato chiarito quale sarà il loro futuro», come dice il segretario Cisl-Fp Enzo Mastorci.

Questo dopo le manifestazioni intraprese nel dicembre scorso dove le varie forze politiche si erano prese in carico il problema per definire se le due strutture provinciali della Don Gnocchi (Marina di Massa e Fivizzano) potessero o meno rientrare nella sfera sanitaria come è stato fino al 31 dicembre scorso. «Ma l’assordante silenzio che ne è seguito - dice Mastorci - ha fatto aumentare nervosismo e incertezze in tutti quei professionisti che stanno garantendo la qualità delle prestazioni rese dalle strutture Don Gnocchi». Sempre per l’esponete sindacale, «la recente iniziativa dell’amministrazione comunale fivizzanese con la tre giorni di consiglio comunale aperto e anche le parole del presidente del consiglio regionale toscano Eugenio Giani, hanno accentuato la preoccupazione. Proprio nel momento in cui le commissioni regionali stanno confezionando il parere tecnico sul tipo di prestazioni che vengono erogate dalle strutture Don Gnocchi, il presidente del consiglio regionale ha lasciato tutti perplessi con la sua affermazione, secondo la quale ’i problemi della sanità della nostra provincia sarebbero ancora figli del famoso buco della Asl 1’ . Riteniamo che sia necessario un chiarimento da parte di chi si presenterà come candidato per assicurare la continuità politica della Regione Toscana. In questo grigio scenario rientrano anche le strutture zonali della Don Gnocchi? Perché la Regione Toscana non si pronuncia sulla effettiva qualità delle prestazioni sanitarie che vengono racchiuse nel cosiddetto ex art. 26? Ad oggi la Regione Toscana eroga alla Don Gnocchi delle rette a compensazione delle prestazioni sanitarie post acute ma secondo l’intendimento della Fondazione queste sarebbero “declassate nella categorie delle prestazioni socio–sanitarie che peraltro cozzerebbero con l’attuale sistema che viene finanziato dai vari comuni».

Infine l’annuncio della Cisl Funzione pubblica: «Se entro la fine del mese gli organismi competenti non dovessero pronunciarsi, riprenderanno quelle iniziative di lotta che vogliono mantenere la matrice sanitaria delle strutture al fine di dare continuità alla elevata qualità prestazionale fino ad ora garantire dalle strutture della Fondazione Don Gnocchi. Come Cisl Fp riteniamo che le strutture Don Gnocchi debbano essere ulteriormente specializzate fino ad essere competitive con centri come Fontanellato poiché ne è priva sia la nostra Provincia sia tutta l’Area della Asl Nord Ovest».

«Già nel 2006 le sorti della Don Gnocchi di Fivizzano erano state legate alla creazione di un Centro riabilitativo di eccellenza collegato anche al futuro dell’ospedale - prosegue il sindacato - quel processo, rallentatosi dal 2013, deve riprendere e non può prescindere dall’ambito prestazionale di tipo sanitario che la Don Gnocchi deve vedersi riconosciuto. Lavoratrici e lavoratori sono pronti a scendere nuovamente in piazza, anche in modo continuato, fino a quando la congiunzione di Regione–Asl–Don Gnocchi non metta la parola fine a questo empasse». —

Marco Landini

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