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Degrado e sporcizia gli Orti della Padula sono in abbandono

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carrara. La Padula e gli “Orti urbani” finiscono al centro di una interrogazione in consiglio comunale (presentata da Gianenrico Spediacci e Andrea Vannucci) e anche nel reportage denuncia di una nonna che al parco, se non ci fosse il degrado, vorrebbe portarci i nipotini.

«Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di fare un sopralluogo agli “Orti Urbani” della Padula e - scrivono Spediacci e Vannucci - visto che ormai sono passati otto mesi dalla nostra ultima interrogazione, ci si aspettava che qualcosa fosse cambiato. In effetti abbiamo potuto riscontrare alcuni importanti cambiamenti. La famigerata strada in cemento, a nostro avviso costruita in modo illegale e con un’eccessiva pendenza, è piena di buche ed avvallamenti perché è andato quasi completamente distrutto il cammuffamento di terra posato per non fare vedere il cemento che di nuovo fa bella mostra di sé.Gli impianti sono completamente sommersi da una discarica naturale e la frana, provocata dalla straordinaria pendenza della strada associata all’impermeabilità del cemento ed alla mancanza di canaline di scolo, che ha invaso l’alveo del fiume è completamente infestata da vegetazione spontanea».

«Sorvolando sullo stato di deperimento delle recinzioni e dei cancelli tutta l’opera di terrazzamento è invasa da una vegetazione indefinibile che copre una serie non percepibile di piccole frane che hanno danneggiato buona parte delle stesse terrazze- continuano - Siete partiti criticando il progetto dell’amministrazione precedente , lo avete cambiato a vostro piacimento, avete aggiunto altre risorse a quelle già disponibili arrivando a spendere 132.000 euro promettendo una meravigliosa riqualificazione. Il risultato è che si è creata una zona di degrado assoluto che per giunta crea pericoli sia con una frana avvenuta sul letto del torrente Gragnana sia col dilavamento delle terrazze e della strada le cui terre di riporto inevitabilmente sono arrivate al mare».

Silla vicenda Padula aveva fatto un ampio reportage, con tanto di fotografie, Roberta Pintor.

«Gli Orti urbani hanno il “cancello” divelto, le panchine sono sommerse dai rovi - commenta la Pintor - E, ancora, le luci sono inesistenti e le bocchette per l’acqua? Non pervenute. La verdura cresce senza h2o?».

«Per non parlare - conclude - delle siringhe abbandonate e della sporcizia. Come è pensabile di portarci dei bambini?» —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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