Il Tirreno

CARRARA

Capossela al teatro Animosi: sono solidale con chi combatte contro le infiltrazioni malavitose alle cave

Luca Barbieri
Capossela sul palco degli Animosi
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Capossela sul palco degli Animosi

Durante lo spettacolo l’artista parla di «montagne sempre più scavate». Poi fine serata con gli anarchici

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Carrara. «Tutta la mia solidarietà a chi lotta per difendere le cave apuane dalle infiltrazioni malavitose». E prima di dare musica, sinfonia, agli scritti di Michelangelo Buonarroti un riferimento alle cave di Carrara, «montagne sempre più scavate». Il cantautore e musicista Vinicio Capossela nel bel mezzo del suo concerto al teatro Animosi ha lanciato alla platea messaggi e riflessioni. Dal palco, superata la metà dello spettacolo – “Bestiario d’amore”. Un ritorno a Carrara quello dell'artista dopo i precedenti ai tempi del Lunatica Festival e al premio Lunezia dell'estate 2017. Il sipario per il suo “Bestiario d'amore” (dal testo duecentesco di Richart de Fornival) si è aperto e si è chiuso con il tema “caldo” di questi giorni: la questione legata al Coronavirus. E allora prima Capossela ha ringraziato per la presenza, con tanto di maschera con il becco allungato, il pubblico di fronte a lui («nonostante queste giornate...»); poi ha aggiunto scherzando: «Potrebbe essere un prototipo, il primo e l'ultimo spettacolo del tour». Infine il saluto ai partecipanti con “Ovunque proteggi” («che può sempre servire»).

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Nel mezzo non sono mancate le stoccate, garbate, prendendo in prestito la letteratura, condite da metafore, alla politica nazionale con i migranti e i porti che ritornano prima in “Pryntyl” e la storia della sirena e successivamente nel singolo “Povero Cristo”. Senza dimenticare, come anticipato, le Alpi Apuane. E qui, tra una dedica agli scritti dell'artista Michelangelo e l'altra, arriva la «solidarietà a chi lotta per difendere le cave apuane dalle infiltrazioni malavitose». E la riflessione sulle cave, «montagne sempre più scavate». Interventi, entrambi, intervallati dagli scroscianti applausi.

Dal marmo all'anarchia. A concerto finito, infatti, per Capossela e il suo musicista Vincenzo Vasi la visita prolungata al Circolo culturale anarchico Gogliardo Fiaschi. E nel “day after” sulle parole dell'artista arriva sia il punto dalla Regione sia la soddisfazione di Milene Mucci (Fondazione “Antonino Caponnetto”). «Purtroppo non c'ero, ma sono contenta delle parole. È importante che gli intellettuali si muovano per certe questioni e devo dire che si comincia a sentire la loro presenza in questo campo; ora è altrettanto importante che la cosa abbia un eco. È stata ribadita l'attenzione su certe tematiche dopo l'ennesimo report della Fondazione uscito poche settimane fa. Sull'altro fronte, va tenuta alta anche l'attenzione ambientale: bisogna fermare l'ingordigia di chi sta sventrando le Apuane. Per questo ben vengano messaggi degli intellettuali e speriamo che vengano “portati” anche fuori città», fa notare la Mucci.

«Come Regione Toscana stiamo lavorando per un'escavazione sostenibile. Un'attività ovviamente nel rigore della legalità, con rispetto ambientale e sociale, ricordando che il marmo serviva a grandi come Michelangelo e serve in ottica di lavoro», il commento che giunge dell'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli.

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