Il Tirreno

settore marmo 

Blocchi, il Comune analizza i dati

M.B.

In fase di definizione ulteriori strumenti di controllo per monitorare con maggiore precisione la produzione 

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Massa. Il dato complessivo lo abbiamo già scritto: nel 2019, la tassazione del marmo in blocchi ha portato nelle casse del Comune di Massa due milioni e 25.849,89 euro, a fronte di 71.003,13 tonnellate passate dalla pesa; nel 2018, i soldi erano stati un milione e 321.462,82, con una produzione transitata dalle pese superiore: 78.109,66 tonnellate. In sostanza, il 2019 è stato l’anno con la minor produzione del decennio, che ha avuto un picco nel 2012: 144.971,58 tonnellate, quindi oltre il doppio del 2019, ma con un incasso ampiamente inferiore, poco più di un milione e 57mila euro. Questo perché, come noto, prima della nuova tariffazione introdotta dall’amministrazione Persiani, tutti i blocchi pagavano una stessa cifra fissa, che ultimamene era 17,3 euro, ma che in passato era inferiore ma sempre fissa. La tariffazione dei blocchi ha avuto un primo step, quello legato ai valori medi. Dalla tabella che pubblichiamo, i valori medi sono facilmente individuabili: basta moltiplicare per 10 il contributo di estrazione che, come stabilito dalla Regione, è del 10% del valore medio (fino al 2015, secondo la Regione, sarebbe stato del 10% sul valore di mercato); quindi, il valore medio di Rocchetta Caldia è di 354,4 euro, gli altri a seguire. Il più basso è quello di Madielle Marianna, ed è su questo valore (142,5 euro a tonnellata) che è stato parametrato l’altro elemento che costituisce ad oggi la tassazione complessiva, ovvero il canone di concessione. La legge regionale dice che il monte impositivo non può superare il 15% del valore medio, pertanto, l’amministrazione ha dovuto scegliere il valore più basso e su questo calcolare il 5%, 7,12 euro, in modo che i 21,37 euro per Madielle Marianna fossero precisamente il 15%. A cascata, lo stesso valore fisso di 7,12 euro a tonnellata, come canone concessorio, è stato applicato nel 2019 a tutte le altre cave. Appena sarà approvato il regolamento degli marmiferi comunali di Massa, quei 7,12 euro fissi per tutti diventeranno una voce variabile, e quindi per Rocchetta Caldia diventeranno altri 17,72 euro, e così via per tutti gli altri. Insomma, gli introiti del Comune di Massa cresceranno ulteriormente avvicinandosi, in percentuale, a quanto accade nella vicina Carrara dove, a fronte di una produzione di circa dieci-undici volte maggiore, arrivano mediamente sui 25 milioni di euro. Stabili invece gli introiti dai detriti, che nel 2019 sono stati 179mila tonnellata e hanno portato 240mila mila euro circa, mentre nel 2018 150mila tonnellate e 209mila euro.

Come scritto nei giorni scorsi, questo dato dei detriti cresciuti in modo sensibile (ma comunque lontani dall’anno record del 2010, quando erano stati oltre 375mila tonnellate), e il dettaglio della produzione in blocchi, sono al vaglio dell’amministrazione. Si cercano di capire, in sostanza, i motivi per i quali fra il 2018 e il 2019 vi sono stati, in alcuni casi, scarti anche sensibili nella produzione. In ogni caso, sono già previsti sistemi per ridurre al minimo possibili errori: a una softwarehouse sarà affidata la realizzazione di un sistema per il quale i dati di produzione affluiranno in tempo reale, poi tra droni in grado di studiare lo stato di avanzamento dell’escavazione e telecamere nei punti strategici, i blocchi saranno tutti conteggiati. —M.B.

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