Il dolore
Non è positiva al virus la ragazza che è stata a Codogno
La giovane era stata a un evento in Lombardia pochi giorni fa Il sindaco: «La sua situazione era conosciuta e seguita dall’Asl È in quarantena volontaria»
Nelle ultime ventiquattro ore si è diffusa la notizia di una giovane ragazza contagiata a Bagnone da Coronavirus, dopo la partecipazione ad un evento nel comune di Codogno, in Lombardia, attuale epicentro del focolaio infettivo che ha contribuito a diffondere il virus sul territorio italiano. Il gossip ha generato panico nei cittadini, che da poco avevano partecipato al Carnevale per le vie del borgo lunigianese, alimentato da un messaggio WhatsApp secondo il quale in qualche modo sarebbe stata confermata la positività al test di primo livello, ovvero il tampone, da parte della giovane.
Una notizia del tutto infondata visto che la Asl sta monitorando il caso, tenendosi in stretto contatto con la bagnonese, sentendola telefonicamente con grande costanza, cercando segnali che possano essere legati al contagio.
La giovane, tutt'oggi in quarantena volontaria, non ha mostrato alcuna sintomatologia legata alla malattia, escludendo quindi la possibilità di eseguire il tampone, consigliato dall'Istituto Superiore della Sanità solo in caso il paziente sviluppi chiaro segnali clinici.
Una bufala che si è abbattuta sulla comunità lunigianese con la stessa potenza di una bomba, distruggendo i rapporti di fiducia tra i cittadini e generando un clima di immotivata preoccupazione.
Una disavventura soprattutto per la giovane bagnonese, marchiata con la lettera scarlatta di ammalata, la quale si è risentita della propagazione di questa falsa voce. Una situazione, come abbiamo spiegato in precedenza, già nota all'Asl che sta verificando giorno per giorno l'eventuale insorgenza di cambi del quadro clinico.
Il sindaco di Bagnone, Carletto Marconi, ha così commentato quanto accaduto: «Il Coronavirus è una questione molto delicata, va affrontata con grande attenzione, seguendo i precetti che ci giungono dalle autorità sanitarie e politiche. Questi messaggi che si diffondono via WhatsApp creano solo inutile allarmismo. La situazione della ragazza era già nota, abbiamo un filo diretto con la Asl che ci aggiorna su eventuali sviluppi. Al momento ci sentiamo rassicurati. Il nostro impegno deve essere quello di fare circolare una corretta informazione per quanto riguarda la prevenzione e le norme profilattiche.
Marconi chiede anche maggiore serenità nella gestione e nella diffusione di notizie che arrivano sui cellulari e che poi risultano imprecise se non del tutto indondarte.«Bisogna al contempo avere serenità nella gestione dell'emergenza senza farsi distrarre da voci infondate. Ci sono protocolli precisi che sono stati attivati sia a livello nazionale che regionale, proprio per cercare di contenere l'epidemia. Chi diffonde questo tipo di notizie false crea terrorismo tra la popolazione, trascinandola nella paura, non mettendola in condizione di affrontare il virus serenamente». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
